Martedì 8 settembre 2009 – ore 17,30
Libreria Il Filo
via Basento, 52 E Roma
Il Gruppo Albatros Il Filo presenta:
Vincenza Armino, A piedi nudi, nell’anima
Magda Boi, Phà rmakon
Gina Maradei, Rimandi, Voce del verbo esperire
Giuseppe Stella, Proibito amante
Anna Tiso, Parole al vento
Vincenza Armino, A piedi nudi, nell’anima
I versi di Vincenza Armino esprimono una tensione che sembra come voler riportare su carta, senza spaventarle e quindi metterle in fuga, quelle ambigue, labili, ombre che vivono annidate negli interstizi e nelle crepe che percorrono la superficie illuminata delle cose, dei paesaggi, dei volti umani. La speciale musicalità di queste scritture serve come ad ammaliare le presenze sospettose che abitano gli anfratti microscopici del mondo, affinchà© si lascino catturare dalla rete dei versi e in essi si convincano a vivere.
Vincenza Armino è nata a Melicuccà (RC) il 6 marzo del 1950 e vive a Polistena (RC). Insegnante di scuola media inferiore in pensione, collabora con alcuni istituti scolastici in progetti educativi. Ha ottenuto il terzo premio alla I edizione di “Mediterranea” (2007) con la lirica vincitrice inserita nel volume “Echi di terre e di mare” e una medaglia al Premio Letterario Internazionale “Città di Cava de' Tirreni” (2008). Dalla silloge Pentagramma è tratta la lirica Notte, inserita nell'antologia letteraria del Premio Internazionale “Città della Spezia”. Ha infine ricevuto una medaglia al “Premio Vajola”, ottenendo anche la menzione speciale della giuria.
Magda Boi, Phà rmakon
Il lavoro di Magda Boi si contraddistingue per un'originalità di forma e contenuto, per un'emotività forte, densa, intensa, che non teme il manifestarsi, non ha paura di venire alla luce e di porsi al centro del discorso poetico. La silloge è un rivelare la natura più intima dell'autrice, che, senza indugi, dichiara: “Phà rmakon è la storia del mio percorso di psicoterapia iniziato nel 2005 ed è dedicato alla persona che mi ha seguito in questi anni (M.A.)”. Un'opera, dunque, nata da profonde riflessioni, da analisi attente ed accurate, che non lasciano niente al caso, ogni verso, ogni parola della raccolta è sapientemente gestita e collocata. Un'attenzione che parte dal titolo stesso: “Il titolo greco Phà rmakon per l'ambivalenza del suo significato – farmaco e veleno – può riassumere e definire incisivamente il senso di un percorso di psicoterapia, considerato sia come esperienza di cura che inevitabile e necessaria rievocazione del dolore”. Due binari paralleli, dunque, riassunti in un unico termine che rivela, fin dal primo istante, la profonda coerenza dell'autrice: “Un titolo dall'ambivalenza semantica è coerente a mio avviso con l'ambiguità del segno poetico ed è allusivo alla felice simultaneità di significati propri della natura polisemica della poesia”.
Magda Boi è nata nel 1973 a Bergamo, dove si è laureata in Lingue e Letterature Straniere nel 1997. Phà rmakon è la sua prima silloge edita.
Gina Maradei, Rimandi, Voce del verbo esperire
Quale parola utilizzare per descrivere la poetica di Gina Maradei? Una poetica ermetica e volutamente complessa, con analogie difficilmente interpretabili, libera e pura da ogni comodità , una poesia di stati d'animo, di ripiegamento interiore, con un linguaggio raffinato ed evocativo, rinserrata in un gioco di continue allusioni e illusioni. In questi continui Rimandi la parola assume un valore vastissimo, totalizzante ed è strumento catartico, liberatorio, ha un'assolutezza svelata la cui oscurità di significato, per chi legge, rimane allusiva e imprevedibile, smaterializzando la realtà più che renderla nella sua concretezza. Al lettore il compito di leggere e, a volte, anche quello di scegliere l'immagine che nascerà da una parola, l'interpretazione di un'idea, interpretazione che, tuttavia, nel momento stesso in cui si costituisce, rimarrà limitata, parziale, insufficiente a comprendere il mondo e il sentimento di un significato che non può compiutamente essere espresso a parole. È questa una poesia d'esperienza, a dispetto delle fogge esteriori misteriose e impenetrabili, con espressioni poetiche ai limiti dell'assertività più perentoria, a dare valore a un'emotività tessuta di fugaci rimandi. È l'espressione di un'interiorità che tenta di riaffiorare all'attenzione di chi le si accosta, un'interiorità inaccessibile, tessuta di lievi intrecci ermetici, e per questo realmente inedita.
(dalla prefazione)
Gina Maradei è nata nel 1982 a Vico Equense e vive a Fiumicino. Laureata in Scienze della Comunicazione presso la Terza Università degli Studi di Roma, da sempre coltiva la passione per la scrittura. Rimandi. Voce del verbo esperire è la sua prima raccolta di poesie.
Giuseppe Stella, Proibito amante
La poesia di Giuseppe Stella è illuminata dalla luce dell'amore, che crea all'interno di questa scrittura e della sua vita un percorso, costituisce una luce che illumina i passi dell'autore. Al di là dei nomi e dei volti che possono cambiare, infatti, l'amore è il dio della venerazione dell'autore, e a lui si prostra come un sacerdote, dedica i propri giorni, nella consapevolezza che solo l'amore potrà riempire di senso la sua esistenza, potrà trasformare la sua vita in un poema di gioia. Ed è tutto qui il trucco per toccare la felicità , che è poi qualcosa di semplice, come un camminare, come un semplice sorriso, che regala però dei momenti di grande intensità .
Giuseppe Stella è nato il 7 giugno 1978 a Lamezia Terme. Vive in una contrada di Falerna (CZ) e lavora nell'ambito previdenziale. Ha pubblicato la silloge Dillo con le mie parole per i tipi di Rubettino ed è alla sua seconda raccolta.
Anna Tiso, Parole al vento
Intensi attimi senza respiro si susseguono senza posa pagina dopo pagina, verso dopo verso, in un vorticoso turbine di eventi, ricordi, emozioni, fatti di vita quotidiani e momenti di un passato mai dimenticato. La poesia di Anna Tiso non conosce la stasi, viaggia lungo binari interminabili, portando con sà© tutto l'esprimibile, tutto ciò che ha caratterizzato la sua vita e che ha plasmato non solo la sua anima, ma anche il suo corpo. È una poesia che non si risparmia, che va a ruota libera, che non fa sconti a nessuno, ma si lancia nel vortice delle emozioni, così come delle passioni. Un lavoro che non può lasciare indifferenti, nà© passare inosservato, anche per la sua grande varietà di temi, di argomenti e di stili. L'autrice usa la parola, la vive, la evidenzia con tratti grafici differenti, la ingrandisce, la colloca nei posti più adatti a valorizzarla ed a renderla portatrice del senso più nascosto. È una parola che si anima e che descrive con fisicità la forza delle emozioni di Anna Tiso.
Anna Tiso è nata a Salerno il 29 aprile del 1977. Parole al vento è la sua prima pubblicazione.
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