Edizione di: Giovedi, 20 novembre 2008 ore 08:59 @374

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Tre mostre di pittura gratuite in Centro a Ferrara In concomitanza con la mostra di Turner »

In concomitanza con l’apertura della mostra “Turner e l’Italia” al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, si inaugura un’esposizione del raffinato artista giapponese HIROYUKI MASUYAMA che da anni lavora sulla figura e sull’opera di Turner.
Nel suggestivo spazio della MLB GALLERY, situato in un edificio del Quattrocento a pochi passi da Palazzo dei Diamanti, Masuyama presenta dieci light boxes che ha realizzato proprio in riferimento ai soggiorni in Italia del pittore inglese e al suo Grand Tour tra il 1819 e il 1840.
Le opere che Masuyama espone sono cinque light boxes tratte da olii di Turner di Venezia e Roma; e cinque tratte da piccoli acquerelli astratti (dal sapore informale come gli appunti di viaggio eseguiti en plein air da Turner). L’artista giapponese ha ripercorso le tappe del viaggio di Turner dopo 170 anni, ha individuato e fotografato i luoghi dipinti dal pittore inglese, e ha poi unito con la pazienza tipica degli artisti orientali le centinaia di foto scattate, al fine di ricreare tramite la tecnologia digitale i dipinti di Turner nei più piccoli dettagli. Nelle opere del giapponese risalta la luce caratteristica dell’opera di Turner ed emergono, guardando con attenzione, particolari attestanti l’origine contemporanea dei fotogrammi sovrapposti: affiorano infatti dalle stratificazioni fotografiche turisti in abiti moderni o impalcature architettoniche attuali, individuabili solo attraverso una visione ravvicinata. Allo stesso modo di Turner, che portava appunti grafici e memorie di viaggio in Inghilterra, dove realizzava le opere, Masuyama porta le immagini scattate nel suo studio di Düsseldorf e le sottopone a una complessa operazione di montaggio. Le immagini di viaggio e le immagini dei dipinti di Turner, diventano così nelle opere di luce del quarantenne giapponese un unicum armonioso in cui vengono superati i limiti spazio-temporali.

Sempre nel periodo che va all’incirca da metà novembre a metà dicembre, si potrà visitare, presso la galleria MONICA BENINI ARTE, la mostra dedicata al famoso pittore, scultore e regista statunitense ANDY WHAROL.
L’arte di Andy Warhol (1928-1987), figura predominante del movimento pop art americano,
verrà presentata con una rassegna che propone 18 opere, in prevalenza databili all’ultimo suo decennio di attività: assieme alle caratteristiche immagini di dive cinematografiche, compaiono ritratti, bottiglie di acqua minerale, pistole, rinoceronti, fiori, il Vesuvio in eruzione.
Personaggi e cose vengono ripresi dall’artista statunitense con l’asettico quanto sublime “distacco” che contraddistingue la caratteristica produzione di colui che viene definito “maestro della Pop Art”.

Un’altra importante mostra verrà inaugurata il 15 Novembre alle ore 18.00 presso la GALLERIA LOVETTI ARTE: si tratta della personale del giovane artista padovano MANRICO BALDO.
Le sue opere sono contraddistinte dalla leggerezza dei soggetti e dalla pulizia del segno, dalla tecnica originale, unita a una particolare cura nella scelta cromatica; inoltre si riconoscono per impatto visivo, intensità emotiva e una certa dose di ironia.

INFORMAZIONI SULLE MOSTRE:

HIROYUKI MASUYAMA
Da sabato 15/11/2008 a martedì 20/01/2009
Galleria: MLB HOME GALLERY
Indirizzo: Corso Ercole I D’Este, 3
Orario: Tutti i giorni su appuntamento dalle 16 alle 20
Info: 346/7953757

ANDY WARHOL
Da sabato 15/11/2008 a mercoledì 14/12/2008
Galleria: MONICA BENINI ARTE
Indirizzo: Contrada Della Rosa, 36
orario: mattino dalle 9.30 alle 12.30
pomeriggio dalle 16.00 alle 19.30
Info: 0532/210337 – 348/7802336

MANRICO BALDO
Da sabato 15 a venerdì 28/11/2008
Galleria: LOVETTI ARTE
Indirizzo: Via Terranova, 41
orario: Da lunedi a Sabto ore 10-12,30 e 16-19,30
Info: 0532/202083

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Albo Professionale Operatori Culturali Diocesani Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni »

Presso l’Auditorium delle Scuole Pie in Brindisi è stata convocata l’assemblea dei diplomati ai corsi dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni.
L’assemblea si terrà il giorno 15 novembre 2008 alle ore 11:00.
Saranno discusse in questa sede:
• le finalità del progetto culturale;
• le prospettive operative;
• le linee guide per l’accesso all’albo: abilitazione ed iscrizione alle sezioni di competenza.
Il diploma, conseguito a seguito dei corsi istituiti dall’Ufficio beni culturali ecclesiastici, è il titolo necessario per conseguire l’abilitazione e la successiva iscrizione all’albo.
Il corso in attivazione, “Storia e gestione dei Beni Culturali Ecclesiastici” con scadenza delle domande il 5 dicembre, è titolo valido per la partecipazione all’abilitazione.

L’ARTE DELLO SPETTATORE Presentazione del libro il 18 novembre a Bologna »

Il pubblico della cultura tra bisogni, consumi e tendenze

Dibattito in occasione della presentazione del volume

L’ARTE DELLO SPETTATORE
a cura di Francesco De Biase

18 novembre 2008, ore 18.00
La Feltrinelli
Piazza Ravegnana 2, Bologna

Interverranno col curatore alla presentazione:

Sara Bonini Baraldi, ricercatrice Dipartimento di Scienze Aziendali dell’ Università di Bologna
Patrizia Ghedini, dirigente Servizio Cultura della Regione Emilia-Romagna
Francesca Leon, responsabile Associazione Torino Città Capitale
Maurizio Roi, presidente ATER e Fondazione Arturo Toscanini
Antonio Taormina, Osservatorio dello Spettacolo della Regione Emilia-Romagna
Michele Trimarchi, economista, Eccom

Modera Marco Enrico Giacomelli di Exibart

La notizia che i consumi culturali sono drasticamente diminuiti negli ultimi tempi occupa sempre più spesso le pagine dei maggiori quotidiani. Ma come va interpretato questo fenomeno? E quali e quante strategie si possono mettere in atto per invertire la tendenza?
Francesco De Biase, dirigente del Settore Arti Visive della Città di Torino oltre che esperto di gestione eventi e formatore, ha chiesto a numerosi protagonisti della vita culturale italiana una riflessione sul delicato tema della produzione e fruizione culturale.

Nel volume, per il quale hanno scritto, tra gli altri, Derrick de Kerckhove, Carlo Fuortes, Walter Santagata, Gabriele Vacis, Pier Luigi Sacco, Vittorio Bo, Umberto Galimberti, Michele Serra e Antonio Taormina si parte da un esame del contesto attuale e degli elementi che hanno causato le modifiche del consumo culturale quali le tecnologie, gli spazi, i media. Analizzati i consumi e le nuove modalità di fruizione si propongono degli strumenti per aumentare e qualificare la partecipazione e l’accesso culturale portando ad esempio alcune esperienze modello. Seguono alcune case history di artisti, organizzatori, critici, registi, politici la cui ambizione è lavorare per e con il pubblico. A chiusura del testo alcune esperienze di quel che succede in Europa e in due città italiane, Roma e Torino, particolarmente all’avanguardia per ciò che riguarda la ricerca e la sperimentazione in questo ambito.

Il libro è un primo e utile passo per riflettere sul problema della mancata sintonizzazione tra l’offerta e la richiesta culturale, sulla staticità dei consumi e sul non facile accesso di tutti i cittadini alla cultura. “L’arte dello spettatore” si propone come strumento prezioso per chi si occupa e vive di cultura: partendo dall’analisi dei fattori che governano i processi di consumo culturale attraverso l’esperienza di economisti, esperti di marketing, artisti, massmediologi, psicologi e organizzatori individua azioni concertate tra più soggetti in ambito finanziario, urbanistico, artistico, occupazionale e del tempo libero al fine di migliorare stabilmente l’accessibilità, l’estensione e la qualità dell’offerta culturale e, soprattutto, di sollecitare e rispondere alle richieste e ai bisogni di un pubblico senza il quale la cultura non ha ragione d’esistere.

I diritti d’autore del volume saranno devoluti per il restauro di un bene culturale in Italia. Per info www.professionicultura.it

L’ARTE DELLO SPETTATORE
Il pubblico della cultura tra bisogni, consumi e tendenze
Collana Pubblico, professioni e luoghi della cultura FrancoAngeli
480 pp, € 32,00
Testi di Fiorenzo Alfieri, Matteo Bagnasco, Franco Bianchini, Maria Carmen Belloni, Vittorio Bo, Alessandro Bollo, Sara Bonini Baraldi e Luca Zan, Emilio Cabasino, Fausto Colombo, Guido Curto, Luca Dal Pozzolo, Derrick de Kerckhove, Elena Di Stefano, Marco Fratoddi, Carlo Fuortes e Gabriele Coppa, Umberto Galimberti, Aldo Garbarini, Luca Introini e Roberto Andreotti, Francesca Leon, Andrea Maulini, Giovanna Marinelli, Paolo Paoli, Gabriella Papini, Anna Maria Pecci, Loredana Perissinotto, Walter Santagata, Pier Luigi Sacco e Giovanna Segre, Giuliano Scabia, Michele Serra, Vincenzo Simone, Ludovico Solima, Antonio Taormina, Michele Trimarchi e Federica Pellati, Gabriele Vacis.

Per informazioni
Paola D’Angelo
339 3969104
paoladangelo79@libero.it
Ufficio stampa
Stefano Spigariol
02 28371433 – 338 171.932
spigariol@francoangeli.it
www.francoangeli.it

Brividi in Mostra a Palermo…Maybe Caravaggio! »

 

Il Dipinto che racchiude un probabile messaggio, ed un doppio ‘Autoritratto’ di Caravaggio, sarà in esposizione presso la biennale ‘Palermo-Antiquaria’, dall’8 al 16 novembre alle antiche ferrovie di Sant’Erasmo, in via Messina Marine. Venerdì Sabato e Domenica h.10,00 21,00 feriali 16, 20,30.

Un Dipinto che sembra INCOMPRENSIBILE…

Il Dipinto raffigurante “Davide e Golia con Disputante” è un’Opera Caravaggesca di eccezionale qualità, del primissimo ’600. Essa porta con se uno strascico di fastidio, da circa quattrocento anni … tanto fastidio, in quanto esprime una cappa di irriverenza formale, che ancora oggi si trasforma in tensione, in illogicità assoluta. Un pittore che dipinge con tale maestria, da risultare un grande “imitatore” di Caravaggio, si perde poi dipingendo un soggetto surreale… Strano, molto strano. Un Maestro di tale spessore dipinge agli albori del ’600, una scena fuori da ogni logica, scavalcando tutti i criteri formali della Pittura senza farsi capire, anzi, sembra che forse non voglia essere capito. La figura di un uomo che parla e gesticola verso la scena raffigurante Davide con la testa di Golia. Chi avrebbe potuto dipingere quest’Opera nel periodo di Caravaggio? Forse qualcuno è in grado di dare una risposta esauriente, logica, motivata e seria… Credo che non vi è risposta logica e questo Dipinto resta ancora un grande MISTERO: a meno che non consideriamo… alcune “curiosità” degne di riflessione e di approfondimenti. Osservando Il “ritratto” a sinistra, raffigurante il “Disputante”, esso ci risulta illogico e totalmente incomprensibile, raffrontato con le iconografie classiche del periodo, specie se inserito in un dipinto eseguito durante la CONTRO RIFORMA… e se detto “Personaggio” volesse manifestare un “MESSAGGIO”? Risulta, dalle radiografie effettuate dalla M.I.D.A. dell’Ingegner Claudio Falcucci di Roma, e dalla EMME.BI.CI. (indagini diagnostiche su Opere d’Arte) che il Disputante sia stato eseguito in maniera “difforme” dal resto del dipinto, ovvero con pennellate meticolose e precise…come si riscontra solitamente in un dipinto ritratto dal vero…ovvero un Autoritratto.

                                                    A FAVORE DELLA ATTRIBUZIONE…

1)La PITTURA è stata eseguita con la tecnica a “risparmio”, con pennellate lunghe, sovrapposte, appunto con “risparmio” di colore che sappiamo essere la tecnica attuata nelle ultime opere dal Maestro.

2)La MANCANZA di Disegno preparatorio, come si evince dalle radiografie, quindi un Dipinto eseguito di getto, con estrema maestria.

3) Dalla “Riflettografia” si leggono delle “CAMPITURE” a punta di pennello, che delimitano gli spazi del dipinto, particolari segni propri della tecnica esecutiva attuata in diversi dipinti dal Merisi.

4) Si leggono delle Modifiche sostanziali che dimostrano (sempre con gli esami radiografici) una STESURA DI GETTO molto “sofferta” e con molteplici variazioni ed elaborazioni in corso d’opera.

5) Il Ritratto che compare dalle radiografie, sotto il volto del “Disputante”, raffigurante un viso di “donna” che, oltre ad essere una MODIFICA SOSTANZIALE, eseguita in corso di esecuzione pittorica, per diversi storici come E.Arsal (1959),R.Wittkover(1958),M.Kitson(1969) rappresenterebbe una prova certa che il dipinto sia di CARAVAGGIO (da Michelangelo Merisi da Caravaggio a cura di Mina Gragori ed. Electa pag.32).

6) Il “ritratto” raffigurante “giovane donna” ritrae probabilmente la MODELLA del Merisi, “Fillide Melandroni” (la somiglianza è indiscutibile).

7) Le mani della modella (Fillide), viste con radiografia, hanno LA STESSA IMPOSTAZIONE del “Disputante” ovvero, sempre per voler implorare la sospensione della Condanna a morte per decapitazione.

8) Il Ritratto in alto raffigura (per noi), l’AUTORITRATTO di Caravaggio.

9) Il Golia, ovvero la “testa mozza” raffigurata in basso ha la stessa fisionomia di Caravaggio,e raffigura un SECONDO AUTORITRATTO.

10) Se…Il Dipinto manifesta un MESSAGGIO, come la nostra tesi vorrebbe dimostrare, quest’Opera acquista una logicità esaustiva, e, per la prima volta nella Storia della Pittura (sempre a nostro avviso), risulterebbe un vero TERREMOTO, in quanto il Maestro, contro ogni logica e convenzione di quei tempi, manifesta un “messaggio” diretto, inserendosi da protagonista (e da spettatore inerme verso la Sua decapitazione) dentro una scena classica e blindata. Il “messaggio” che risulta da queste deduzioni : come Davide ha ucciso Golia, Il “Davide”, raffigura secondo noi metaforicamente il Pontefice, ovvero l’unico potente che può “graziare” il pittore condannato a morte. Per questo motivo Caravaggio si ritrae decapitato ed a tempo stesso implorante la grazia della vita.

11) Tramite l’indagine effettuata con il metodo laser della “RAMAN SPECTROSCOPY”,presso le Università di Modena e Reggio Emilia, si è scoperto che le braghe bleu come la camicia bianca del “Davide”(sotto forma di ossidante) sono state dipinte con vernice composta da LAPISLAZZULI. Un pigmento carissimo e prezioso, che potrebbe dimostrare la volontà di conclamare la raffigurazione metaforica: Davide = Papa.

12) E’ risaputo da antichi documenti che Caravaggio acquisì nell’ultimo periodo della sua vita, un notevole quantitativo di LAPISLAZZULI (pigmento usato solo per eccelse committenze, regali o papali) ma non si conosce, ad oggi, in quale suo dipinto sia stato utilizzato.

13) Esiste un dipinto presso il Museo di Harrare, già attruibuito al Sellitto dal Professor Ferdinando Bologna . Carlo Sellitto è considerato il più prolifico allievo e copista dei dipinti del Merisi. Il dipinto “Harare” ritrae l’Opera da noi in studio, ma non ritrae il Personaggio Disputante (Caravaggio). Nella (a nostro avviso) copia di Harrare, il Sellitto ritrae Davide “mesto e col volto chino”, come se fosse a lutto, per la tragica morte del Maestro. A comprovare ciò infatti, Caravaggio ritrae una spada (nel Dipinto esaminato) in piedi alla sinistra del Davide, mentre nella copia del Sellitto la vediamo in basso, al buio, deposta trasversalmente, come si usava in segno di lutto, proprio dove era la figura del “Disputante-Caravaggio”. Infatti se la nostra tesi dovesse essere valida, il Sellitto, che mai si spostò da Napoli, avrebbe potuto vedere solamente nella sua città il Dipinto del Merisi, nel 1610, poco prima la morte di Caravaggio. Ancora altri “misteri” continuano ad alimentare questa tesi “sconvolgente”.

14) Lo scultore ebanista Annibale Durante eseguì, appena sei anni dopo la morte di Caravaggio, la cornice del dipinto da lui stesso menzionato in un documento del 1616, “Davide e Golia con ritratto del Maestro Merisi” viene misurata con esattezza in “p.5 e 4 b 50″(scheda della Professoressa Roberta Lapucci su “Caravaggio” della Electa a pag. 186), misure che risultano a millimetro le misure del “nostro” dipinto (cm.121 di altezza).

Ed ancora 15 16 17 18 19 …. ecc. Tanti, troppi indizi sostanziali, che insieme, a nostro avviso, rappresentano un vero “macigno attributivo” motivato, logico e coerente, oltre che supportato da inconfutabili esami tecnico scientifici eseguiti da professionisti accreditati  

                                                              CONTRO LA ATTRIBUZIONE…

Il Dipinto era stato già stato collocato cinquanta anni addietro dal grande Roberto Longhi come opera caravaggesca di pittore anonimo. Il Longhi, che può definirsi colui che tra i primi e più di ogni altro abbia studiato e valorizzato il Merisi, su foto in bianco nero, aveva glissato su qualsivoglia attribuzione. Anche il Professor Papi, allievo della Professoressa Mina Gregori, già allieva del Longhi, ha affrontato uno studio su Paragone n.36 del 2002, collocando il dipinto,(sempre su foto bianco/nero, in quanto presso ubicazione ignota di privata collezione)al Maestro del David (caravaggesco sconosciuto, battezzato per l’occasione). Chiaramente con paletti di tale entità, discutere eventuali ricerche effettuate, diventa…difficoltoso. Di fatto, crediamo che tutti i Critici o gli Storici che guardino questo dipinto, restino …infastiditi da una iconografia troppo difforme dalle logiche della pittura. Di fatto, inserire un personaggio “sconosciuto” in una iconografia classica, agli inizi del ’600 è semplicemente PAZZESCO ed incomprensibile. Come se un pittore (ancora durante la Controriforma) ribaltasse tutti i criteri sia formali che convenzionali, scardinando la logica di quel tempo (ed anche quella odierna). Probabilmente, solo se consideriamo insieme l’immenso estro creativo di un Genio assoluto come quello di Caravaggio e la Disperazione quasi rassegnata degli ultimi mesi della Sua tragica vita, possiamo finalmente accettare e quindi comprendere questo Dipinto. Questo Dipinto risulta assolutamente unico, sia da un punto di vista compositivo che espressivo, e lo sentiamo impregnato di bagliori di follia, carico altresì di rassegnazione e fremiti di morte, con una tenue speranza che sembra amalgamarsi ad un lucido testamento. Un’Opera che, dopo oltre sei anni di pazienti ricerche, con il susseguirsi di decine di caute ma sempre più determinanti conferme, oltre a basilari riscontri tecnico scientifici, risulta ancora talmente incomprensibile da non essere stato preso in considerazione dal Gotha della cultura accademica, anche se, timidamente, diversi studiosi si sono ultimamente dimostrati interessati e cautamente disponibili. Purtroppo avvicinarsi al nome di Caravaggio, vuol dire entrare in un pianeta dove manca l’aria.  Forse il compianto e  grande Federico Zeri, che aveva il coraggio, l’ intuizione, la sensibilità’ ed il fiuto di andar spesso controcorrente,  probabilmente avrebbe voluto e potuto entrare in causa… eppure siamo sicuri che quest’Opera rappresenterà prima o poi, un importantissimo riferimento per avvicinarci ulteriormente ad una mente talmente creativa da non essere stata ancora oggi del tutto compresa, e che crediamo mai lo sarà del tutto; la mente di un genio assoluto: Caravaggio.

                                                                                                                                                  Giulio Torta

 

                                         E-mail    info@tortaantiques.com      www.tortaantiques.com

 

TURISMO D’AUTORE: UMBERTO PRENCIPE IN MOSTRA AD ORVIETO »

Lo storico Palazzo Coelli ospita  la mostra dedicata  a Umberto prencipe, artista che si colloca nello scenario de’ inizio novecento maturando un mutamento di rotta nei confronti della pittura verista per un aggiornamento in chiave  simbolista. Si tratta di un percorso espositivo di 79 opere che ricostruisce l’esperienza formativa del grande pittore ed incisore italiano legato ad Orvieto da un rapporto strettissimo e privilegiato.  Oli, incisioni  e disegni, disposti secondo un allestimento cronologico, consentiranno al visitatore di conoscere la vita creativa dell’artista per il quale il paesaggio diventa medium di una personale condizione esistenziale. Ogni opera di Prencipe è un diario intimo nel quale l’elemento naturale diventa occasione di lirismo: le piazze solitarie, le vie inanimate, gli scorci silenziosi della città ritratta di notte o al crepuscolo rappresentano il soggetto ideale di una  produzione iconografica, la sua, nella quale il linguaggio artistico del verismo si aggiorna in chiave simbolista. la rassegna La chiesa di San Giovenale, opera dipinta nel 1904 durante il suo primo soggiorno orvietano. Documentano la stagione simbolista le incisioni del primo quindicennio del secolo. Testimoniano l’apertura verso un paesaggismo di nuova ispirazione gli oli degli anni dieci. In mostra numerosi dipinti eseguiti a Orvieto tra gli anni Venti e Trenta: studi per Sole d’inverno, opera con cui nel 1927 vinse il Premio per il paesaggio alla Mostra Concorso dell’Associazione Nazionale degli artisti di Firenze, la serie dei profili di orizzonte, i vuoti interni del convento di Sant’Anna e l’incisione L’albergo di Posta d’ispirazione novecentista e razionalista. La mostra prosegue al secondo piano con i dipinti romani degli anni Quaranta e Cinquanta: le intense opere dedicate a villa Lancellotti, ritrovato hortus conclusus, le vedute tratte da villa Borghese, il solitario cimitero di Testaccio, le nature morte di sapore neosecentesco. Il percorso espositivo si conclude con una selezione della sua produzione grafica.

Esposti gratuitamente al pubblico disegni, incisioni ed oli dedicati alle vedute della Rupe, capolavori di “una estetica del silenzio” dove il tema del paesaggio viene trasfigurato in uno stato d’animo.

ORVIETO Palazzo Coelli, piazza Febei

18 Ottobre 2008 – 11 Gennaio 2009

Orari: 10.00-17.00

Chiusura: Lunedì

Ingresso gratuito

www.umbertoprencipe.it

Info-mostra:

Segreteria organizzativa:0763/340300

Ufficio stampa: Via Artiis Servizi per il Turismo e la Cultura 0763/342300

Una seconda vita per lo storico edificio Rinascente di Bari »

La nuova apertura nello stabile di via Sparano di un punto vendita della  importante catena nazionale di abbigliamento Oviesse, che va ad affiancarsi al “retail store” del marchio svedese H&M, presente a Bari dallo scorso anno, riporta al centro dello shopping cittadino lo storico edificio che per oltre 80 anni ha ospitato i magazzini Rinascente.

Lo stabile, costruito nel 1925 su un progetto dell’arch. Federico Rampazzini, rappresenta un pregevole esempio di architettura Art Nouveau tipica del periodo di inizi ‘900. “La Rinascente”,  il cui nome venne ideato da Gabriele d’Annunzio, nel 1918 aprì a Milano  l’era dei grandi magazini nel nostro paese, estendensi poi nel corso degli anni successivi nelle principali città d’Italia. A Bari, è rimasta aperta per 80 anni, dal 1925 sino alla chiusura nel 2005, quando lo stabile è stato acquistato da REDEVCO, una delle principali aziende europee del settore immobiliare specializzata nella gestione di immobili commerciali.

Con la nuova proprietà, l’edificio che è stato completamente ristrutturato nel pieno rispetto dei vincoli storici e artistici, tra cui la ricostruzione delle vetrine ispirandosi all’originale disegno delle vetrine dell’epoca, è ora dotato di impianti tecnologici in grado di rispondere a tutte le nuove esigenze di funzionalità richieste delle imprese del terziario e per rispondere a tutte le norme di sicurezza. Il progetto e il coordinamento delle opere di ristrutturazione sono stati affidati da REDEVCO allo studio dell’ ing. Archangelo Santamato di Bari.

REDEVCO Italia, dopo una fase preliminare di analisi del mercato, ha avviato la sua attività anche nel nostro paese attraverso l’acquisizione di importanti immobili di pregio, tra i quali il palazzo Rinascente nel centro di Bari, acquisito nel 2007 con un investimento di circa 50 milioni di Euro, e altri importanti edifici commerciali ad Alessandria, Brescia, Corsico per una superficie complessiva di oltre 30.000 mq.  Tra gli affittuari degli spazi commerciali si annoverano marchi di prestigiose catene quali: H&M, Media World, Mondo Convenienza, Oviesse, Virgin Active etc.

Informazioni su Redevco in Europa

REDEVCO, parte di COFRA Holding, possiede uno dei più importanti portafogli immobiliari per il retail in Europa.  Attiva in 20 paesi  Europei, la società, sviluppa e gestisce un patrimonio di immobili commerciali nelle più prestigiose aree delle maggiori città Europee.  Il portafoglio, che oltre a spazi commerciali include anche  uffici e centri logistici, attualmente comprende oltre 800 immobili, per un valore approssimativo di 7.6 miliardi di Euro. 

 

Nasce Art Visionary:un nuovo modo di vedere l’Arte, l’artigianato e il Design »

“Le Opere che creo sono visioni ispirate dallo spirito che le anima. Opero senza progettare, consapevole di essere guidato da una mente più grande, lascio semplicemente fluire ciò che sento. E’ come sentire una voce che mi guida in quello che faccio. La connessione con tale sorgente creativa avviene semplicemente aprendomi ad essa, ed è questa stessa che dà forma alle mie Opere. Io sono solo al servizio di questa fonte che, a quanto sembra, vuole raccontare qualcosa che va al di là di ciò che gli occhi possono vedere.” Angelo Benedetto

Questo il pensiero che sta alla base di un nuovo concetto di Arte e di Design: Art Visionary. Per i cultori del bello e gli amanti del “fatto a mano”, per i fan del pezzo unico esclusivo e per gli estimatori dell’innovazione abbinata alla tradizione.

Art Visionary parla di tutto questo e incarna la visione di Angelo Benedetto, creativo romano che, con purezza di sguardo, genera e riceve immagini forti, cariche di funzionalità e ricchezza. Di queste fa Opere d’arte in forma di librerie perché “l’arte che vivo – dichiara – non prende in considerazione soltanto la forma, ma ciò che vi è impresso. L’arte che vivo è testimonianza della felicità, dell’appagamento e della purezza che ho dentro. Nelle opere che vivo e realizzo, soffio l’emozione della pura creatività che è il mistero per cui tutte le cose prendono forma.”

 

Dinamismo delle forme e materie prime preziose naturali e antiche al tempo stesso (rame, pietra, cristallo e legno) danno vita attraverso un cammino di mesi di lavoro a oggetti di design artigianale che creano veri e propri oggetti scenografici per interno. Opere d’arte in forma di librerie contengono e presentano, come in uno scrigno, l’idea stessa di conoscenza.

Art Visionary è l’ispirazione creativa interiore, il richiamo a manifestare ciò che veramente siamo e sentiamo: creatori in uno splendido viaggio di scoperta e di evoluzione.

Il messaggio di Art Visionary è la consapevolezza di essere e di vivere nel momento presente. Riguarda non solo la sfera dell’arte ma tutto ciò che l’uomo vive e incontra nella sua vita. Art visionary nasce per trasmettere la consapevolezza di essere e di vivere con partecipazione creativa attraverso il proprio essere, dove la creatività fluisce dalla propria sorgente interiore, questa è in ognuno di noi, ma è necessario aprirsi ad essa per incanalarla e farla fluire, creando così un’esplosione di pura creatività.

Art Visionary non è una filosofia, ma si basa concretamente sulla necessità di una trasformazione interiore dell’essere umano. Coinvolge il suo modo di vivere e di pensare, l’armonia delle relazioni umane e la conoscenza di se. Per ogni uomo che desideri essere un uomo cosciente sulla terra è necessario comprendere come noi stessi siamo profondamente connessi con il tutto.

Ufficio stampa e informazioni:
press@artvisionary.it
Maddalena Nardi - Tel: 347/2461157
www.artvisionary.it

UNA NOTTE AL GUGGENHEIM MUSEUM »

“Revolving Hotel Room” è una recentissima installazione di arte contemporanea realizzata dall’artista belga Cartsen Holler all’interno del Guggenheim Museum di New York. Non sembrerebbe nulla di particolare se non per il fatto che si tratta di una camera da letto che gira lentamente favorendo così il sonno del suo inquilino. Inquilino perché dal 24 ottobre 2008 al 7 gennaio 2009 sarà possibile prenotare un soggiorno nella camera…

CONTINUA

LUCIANO PAVAROTTI IN MOSTRA A ROMA »

La mostra “Luciano Pavarotti. L’uomo che emozionò il mondo” si svolge presso il salone centrale del Complesso del Vittoriano, a Roma, dal 16 ottobre all’8 dicembre. Un mostra che intende celebrare il grande tenore, orgoglio del popolo italiano grazie alla sua splendida voce che ha avuto successo in tutto il mondo, ripassando non solo la sua lunga carriera artistica, ma anche il suo mondo privato…

CONTINUA

esce burned, il primo romanzo reggae-rasta italiano »

BURNED -DAL GHETTO E RITORNO- (prefazione di Don Ciccio, italian reggae veteran)

DA NOVEMBRE NELLE LIBRERIE D’ITALIA E DEL WEB

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la Giamaica, il potere della musica, le guerre tra badman, la fede in Jah.

Tutto questo è BURNED

Ricky è un giovane avvocato e quando viene spedito in

Giamaica per scovare un nuovo talento della musica reggae,

non immagina che l’incontro col talentuoso Derrick, un

rudeboy, lo condurrà alla

scoperta di un mondo che è anche un microcosmo di vita.

In un’ambientazione ricca e fascinosa ma al contempo in

grado di offrire molteplici spunti di riflessione, Cardinale

spinge il lettore a guardare nelle baracche dei sufferah, nella

fede Rastafariana e nei guasti del Babylon System, attraverso

un romanzo che va ascoltato, oltre che letto

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MARINA ABRAMOVIC premiata alla Biennale di Firenze »

Marina Abramovic - The Family IMarina Abramovic riceverà il Premio Lorenzo il Magnifico alla settima edizione della Biennale di Firenze, 5 – 13 dicembre 2009, Fortezza da Basso, Firenze.

La settima edizione della Biennale Internazionale dell’ Arte Contemporanea di Firenze si svolgerà dal 5 al 13 dicembre 2009 nello storico scenario della Fortezza da Basso. Marina Abramovic sarà ospite d’onore di questa edizione e riceverà il Premio Lorenzo il Magnifico, massimo riconoscimento della Biennale.
800 artisti provenienti da 80 Nazioni esporranno più di 2.500 opere e saranno presenti alla mostra per uno straordinario incontro tra culture, linguaggi e stili diversi. La Biennale partecipa ufficialmente dal 2001 al programma delle Nazioni Unite “Dialogo fra le civiltà”.

Nell’edizione 2007 il premio Lorenzo il Magnifico è stato assegnato a Gilbert & George, nell’edizione 2005 a Christo e Jeanne-Claude e a Richard Anuszkiewicz, nel 2003 a David Hockney. Nell’edizione 2009 Marina Abramovic incontrerà gli artisti partecipanti alla Biennale ed i visitatori, nell’ambito del ricco calendario di conferenze, incontri ed eventi collaterali.

Marina Abramovic, nata a Belgrado nel 1946, è senza dubbio tra gli artisti più significativi del nostro tempo. Dall’inizio della sua carriera in Yugoslavia negli anni Settanta, quando frequentava l’Accademia di Belle Arti di Belgrado, Marina Abramovic ha utilizzato la performance come forma di arte visiva. Il corpo è sempre stato sia il suo soggetto che il suo mezzo. Esplorando i limiti fisici e mentali della sua esistenza ha sopportato la sofferenza, la fatica e il pericolo, alla ricerca di trasformazioni emotive e spirituali. Realizza opere che rendono rituali le semplici azioni di ogni giorno, come stare sdraiati o seduti, sognare e pensare. Membro vitale della generazione di artisti pionieri della performance, che include Bruce Nauman, Vito Acconci e Chris Burden, Marina Abramovic ha creato alcune delle prime storiche performances ed è l’unica che ancora realizza importanti opere durevoli.
Dal 1975 al 1988 Marina Abramovic e l’artista tedesco Ulay hanno realizzato performances insieme. Dopo essersi separati Marina Abramovic è tornata a performances da sola. Ha presentato il suo lavoro con suoni, fotografie, video, sculture e “oggetti transitori per uso umano e non umano” in mostre personali e collettive presso importanti istituzioni negli Stati Uniti ed in Europa. Ha anche insegnato e tenuto conferenze in Europa e America.
E’ stata premiata con il Leone d’Oro come migliore artista alla Biennale di Venezia del 1997, per la sua straordinaria video installazione/performance Balkan Baroque e nel 2003 ha ricevuto il Bessie per La casa con vista sull’oceano, una performance di 12 giorni alla galleria Sean Kelly di New York. Nel 2005 Marina Abramovic ha presentato Balkan Erotic Epic alla Fondazione Pirelli a Milano e alla galleria Sean Kelly di New York. Dello stesso anno la serie di performances Seven Easy Pieces al Guggenheim Museum di New York. Attualmente una sua opera è visibile alla Strozzina di Firenze nell’ambito della collettiva “Worlds on video”.

Le opere di Marina Abramovic sono presenti in molte grandi collezioni pubbliche nel mondo.

Per ulteriori informazioni http://www.florencebiennale.org

Ufficio Stampa: Vito Abba
Studio Abba, Corso Italia, 6 - 50123 Firenze
Tel./fax +39 055292082 - http://www.studioabba.com/ - info@studioabba.com

Marina Gavazzi: Birmania, Volti e colori di un Popolo »

Si intitola Birmania. Volti e colori di un Popolo la mostra curata da Giampaolo Trotta e promossa dal Museo di Arte Antica, Moderna e Contemporanea Giuseppe Sciortino di Monreale. Milanese è l’artista che propone e l’ex convento benedettino è il bellissimo edificio che la ospita, a partire dal 4 ottobre, accanto al famosissimo Duomo e al chiostro arabo-normanno di Monreale. La manifestazione è organizzata dal Museo di Arte Antica, Moderna e Contemporanea “Giuseppe Sciortino” e con i patrocini di Comune di Monreale, Presidenza della Provincia di Palermo, Presidenza della Regione Sicilia.
Il Complesso Monumentale - di cui fanno parte la cattedrale di Santa Maria la Nuova, con gli splendidi mosaici del XII-XIII secolo, e il chiostro dei Benedettini - e la Civica Galleria di Arte Antica, Moderna e Contemporanea “Giuseppe Sciortino” con questa manifestazione vogliono continuare a promuovere eventi di qualità, coerentemente con i suoi alti connotati culturali. L’artista proposta è la fotografa e pittrice Marina Gavazzi.
Le sue immagini, tagliate sempre in modo sapiente, possono essere raffrontate con opere pittoriche. Attraverso le sue narrazioni di uomini, di donne e di popoli di Paesi dell’estremo oriente, radicati ad antichissime tradizioni e parallelamente spinti verso nuovi e sofferti orizzonti, ci rende partecipi di una realtà palpitante e mutevole come l’attimo.
In questa mostra, dedicata alla variegata realtà della Birmania, i suoi ricordi divengono il commento più pertinente e pregnante a quel ‘viaggio’ di immagini (risalenti al 2006, poco prima dei tristi eventi del 2007, con la protesta dei monaci buddisti contro il regime dittatoriale, a noi tutti ben noti) che ci conduce a scoprire o riscoprire una realtà a noi lontana, troppo spesso banalizzata nel luogo comune della pubblicità turistica, per farla propria e patrimonio dell’anima.
La mostra non rappresenta né vuole essere un reportage esaustivo, né un semplice momento di sensibilizzazione sul dramma della Birmania, ma una delicata interpretazione, in chiave artistica e di donna, ed una riflessione su alcuni aspetti della religiosità, della filosofia e della cultura di un Popolo di antiche tradizioni, astraendone considerazioni sottese più universali. Una lettura della Birmania, che tiene presente, insieme, la profondità e la razionalità della storia e l’estemporanea irrazionalità delle sensazioni, la durezza del vivere gramo e l’ascetica ed imperturbabile religiosità alla ricerca di una Luce assoluta (interiore e cosmica ad un tempo), la millenaria arte ed il suo inesorabile dissolvimento materiale, i sorrisi che nascono sui volti dei suoi abitanti, la profonda spiritualità dei suoi monaci buddisti.
Le prime foto ci introducono, con vaste panoramiche, nella realtà birmana, mediante immagini simbolicamente ‘contraddittorie’ di Bagan e del lago Inle. Seguono tutta una serie di ritratti di bambini, donne ed anziani, immortalati in pieno sole o in controluce nei loro abiti talora sgargianti. Poi, i volti di monaci ed eremiti seguaci del Buddismo Theravada, durante momenti della loro vita, dalla meditazione e dalla preghiera alla Roccia d’Oro, al monastero di Bagaya Kyaung a Mandalay, al monastero Maha Ganayon Kyaung di Amarapura, sull’U Bein Bridge, alla pagoda Mya-Thein-Tan di Mingun, alla Chaukhtatgyi paya e alla Shwedagon paya di Yangon.
In dinamico contrappunto con le elegantissime immagini della Birmania del buddismo Theravada sono esposti a Monreale alcuni grandi monocromi ad olio su tela della Gavazzi, che ci testimoniano la sua attività anche di pittrice. Solamente quattro dipinti, ma emblematici, della serie Concetto Satori, con la loro particolare concezione del ‘vuoto’, l’inesprimibile ‘nulla’ dello Zen, stato germinale di tutte le cose.

Marina Gavazzi
Birmania. Volti e colori di un popolo
Alle sorgenti del colore e della luce.
Percorso fotografico-pittorico fra Theravada e Zen
Monreale, complesso monumentale GUGLIELMO II
4 ottobre – 2 novembre 2008

orari: da lunedì a sabato ore 9.00/19.30; la domenica e i festivi ore 9.00/13.30

Informazioni:
Museo di Arte Antica, Moderna e Contemporanea “Giuseppe Sciortino”, Monreale
Tel. 091 6405443
Studio Trotta, Firenze
Tel. 055 332632 - 339 7792285
e-mail: gp.trotta@alice.it
Marina Gavazzi
www.marinagavazzi.com
e-mail: info@marinagavazzi.com

Pubblicazione comunicati stampa in internet
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fabrizio.pivari (at) maleva.it

Corso in Storia e Gestione dei Beni Culturali Ecclesiastici »

Il giorno 05-12-2008 scade il termine per la presentazione delle domande d’iscrizione al corso in Storia e Gestione dei Beni Culturali Ecclesiastici – III edizione.
A partire dal 29 Ottobre 2008, il bando ed il modello della domanda di partecipazione si possono scaricare dal sito web www.brindisiweb.com/arcidiocesi, richiedere all’indirizzo mail corsicuria.br@email.it o ritirare presso la portineria del Palazzo del Seminario in Piazza Duomo, 12, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

Bodo Costruzioni rinnova il Sito Web: BodoCostruzioni.it »

Bodo Costruzioni entra nel Web con un nuovo Sito Internet (http://www.bodocostruzioni.it) ricco di foto, informazioni, progetti attuali e futuri dei suoi cantieri e costruzioni a Padova.

Bodo Costruzioni opera a Padova dal 1969 e la sua evoluzione strutturale nei mezzi e nella ricerca, per offrire la massima soddisfazione dei clienti, oggi entra anche nel panorama di Internet e permettere a tutti coloro che vogliono Acquistare una Casa, una Villa o un Appartamento a Padova e Provincia la possibilità di vedere i tanti progetti in corso e futuri dell’azienda.

Ricco di Immagini e dettagli il nuovo sito di Bodo Costruzioni www.bodocostruzioni.it si pone l’obiettivo di dare agli utenti un punto di riferimento dove vedere in anteprima la loro futura casa.

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Tel/Fax 0498095776

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