Edizione di: Giovedi, 8 gennaio 2009 ore 22:14 @926

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LA COMUNICAZIONE COME PROCESSO SOCIALE E POLITICO »

Il progresso tecnologico e la conseguente evoluzione che ha interessato i mass-media hanno completamente trasformato, oltre a molteplici aspetti della società, i modi di fare comunicazione politica. Nella comunicazione delle proprie idee si coglie uno dei bisogni fondamentali dell’uomo, quello di potersi esprimere liberamente di fronte agli altri. Dal confronto con gli altri, però, emergono le differenze che caratterizzano ciascun individuo, diversi modi di pensare e diverse concezioni.
Per via di questo fatto, la comunicazione diventa spesso lo strumento per il confronto delle opinioni, confronto nel quale ciascuno cerca di far prevalere il proprio punto di vista. La politica è probabilmente il terreno sul quale questo confronto si fa più serrato. In questo ambito la posta in gioco è il prevalere del proprio modo di pensare; ciascuno dei protagonisti mette in gioco la propria visione della vita e ciascuno ha la facoltà di proporre idee e suggerimenti il cui intendimento è quello di migliorare la condizione di chi si rappresenta (o di chi si è, nel peggiore dei casi).
Il consenso necessario a far prevalere il proprio indirizzo, nelle istituzioni che si sono sviluppate nel corso dell’età contemporanea, si può ottenere cercando di convincere gli altri della bontà delle proprie affermazioni e contemporaneamente dimostrarsi migliori dei propri rivali. Tra le varie possibilità a disposizione dei protagonisti della politica, quindi, oltre a quella della promozione di se stessi, c’è la ricerca delle argomentazioni tramite le quali porsi in una luce migliore rispetto agli altri.
In questa ottica, ciascun soggetto della scena politica può tentare di dimostrare che non solo l’ascesa del suo o dei suoi rivali sarebbe deleteria, ma addirittura estremamente pericolosa; si entra perciò nell’ambito di una contrapposizione che non fa più dell’interlocutore un semplice opponente, ma un vero e proprio nemico. L’evocazione di questa figura, inoltre, è tanto più redditizia quanto più chi la costruisce e la usa riesce a dipingere l’altro come un pericolo per tutti, e non solo come una minaccia per il proprio personale prestigio o alla propria affermazione. Come in tutte le questioni, poi, altra faccenda è stabilire se il nemico sia realmente tale o costituisca solo un espediente tramite il quale convogliare consenso o serrare le fila.
Ma chi è il nemico? Edelman ritiene che Nemici politici possono essere paesi stranieri, seguaci di ideologie detestate, gruppi che esprimono una differenza di qualsiasi natura, anche se soltanto frutto della fantasia: in ogni caso, tutti costoro rappresentano una parte costitutiva della scena politica. Il nemico compare nella comunicazione politica come prodotto del processo di simbolizzazione, attraverso il quale si fornisce all’opinione pubblica un concetto nel quale si condensano diversi significati, in questo caso di segno negativo. Il contesto nel quale la figura del nemico viene costruita ed utilizzata si serve di una scelta di linguaggio studiata e di una proposta costante del nemico negli argomenti trattati nell’agenda politica, tale da farne un vero e proprio tema.
Nell’analisi del nemico si cerca di definire le caratteristiche e gli aspetti, evidenziando quali siano gli intendimenti ed i processi che portano i protagonisti dell’universo politico a creare questa figura; l’uso del nemico, poi, come ogni atto che abbia rilevanza pubblica, innesca delle reazioni che sono conseguenti alla percezione che gli individui hanno di ciò che gli viene mostrato. L’analisi verte inizialmente sui momenti storici salienti che hanno visto la figura del nemico utilizzata in maniera rilevante; avvicinandosi al presente, si interessa allo scenario creatosi, con considerazioni sui nuovi e recenti sviluppi sull’utilizzo della figura del nemico.
L’attualità propone un contesto nel quale sono intervenute le profonde trasformazioni che hanno interessato la vita politica ed il concetto stesso di politica, e la vertiginosa ascesa dei mezzi di comunicazione di massa, favorita dal continuo miglioramento tecnologico. Dopo i fatti di questo secolo in politica vengono meno sia la forma tradizionale del partito, sia la dimensione “corale” nell’ambito della vita politica, a favore di una crescente personalizzazione, ed il sorgere di figure guida, i leader, che hanno assunto una sempre maggiore importanza e notorietà presso il pubblico. Tutto questo ha causato una massiccia introduzione di elementi personalistici nella dialettica politica, ed il concetto di nemico, attraverso nuove rielaborazioni, è sempre presente.
Per avere un quadro dello scenario attuale basta analizzare lo svolgimento delle recenti votazioni,
per l’elezione del Governo.
Questo caso risulta interessante fin dalle premesse per il fatto di rappresentare un confronto tra due candidati che risultano essere gli stessi delle passate elezioni. La demonizzazione dell’avversario va analizzata da entrambi i punti di vista. Da un lato si descrive un Paese che è caratterizzato dalla politicizzazione delle amministrazioni pubbliche da parte delle giunte comuniste o di sinistra. Che hanno fatto tesoro secondo il leader del centro destra delle teorie dettate da Gramsci per occupare i gangli del potere in Italia, attraverso un’operazione lunga e delicata essi si sono assicurati una forte presenza nelle amministrazioni pubbliche, una tela che i signori della sinistra hanno saputo tessere a dovere ligi alle regole del partito comunista, controllando ad oggi la cultura, il cinema, le scuole, i sindacati, la grande stampa, la televisione pubblica e dio solo sa quant’altro ancora. E che adesso stanno implodendo in se stesse.
Una minore democrazia, una minore libertà dice il leader Silvio Berlusconi sventolando lo spettro del comunismo. Dall’altra parte non si contesta un’ideologia, il nemico è il leader del centro destra Silvio Berlusconi, al quale si attribuiscono una serie di qualifiche che vanno dal mafioso al buffone passando per il dittatore.
Quasi come se prima di lui in Italia non esistesse droga, mafia e aggiotaggio. Delinquenza e crisi dopo la scesa di Silvio Berlusconi in politica.
Accusandolo di aver portato l’Italia allo sfascio e di essersi fatto leggi ad personam per “aggiustare” i suoi processi.
Si tratta quindi di un Paese che ha vissuto scontri molto serrati, caratterizzato come nelle precedenti consultazioni, dalla presenza di un candidato che ha costruito un impero economico e da imprenditore è passato alla politica, che intende far valere questa sua caratteristica nei confronti di un politico di professione.

Ma i fatti parlano chiaro e le chiacchiere stanno a zero. Quale Italia è migliore quella di Berlusconi con questo governo, o quella di Prodi con il precedente governo? Ai posteri l’ardua sentenza.
MASSIMILIANO RUGGIERO

Convegno “LA COMUNICAZIONE E IL TERRITORIO” 13.12.2008 Città di Nola (NA) Sala Consiliare »

Intervento di Ruggiero Gennaro al Convegno “LA COMUNICAZIONE E IL TERRITORIO” anche in relazione alla progettualità UE.
(città di Nola (NA) Sala Consiliare – 13 dicembre 2008)

Se fino a ieri l’Unione Europea era un grande mercato ed un’entità politica in divenire, Convegno oggi con l’ultimo allargamento il mercato si è ingigantito e l’entità politica va sempre più delineandosi.
In uno scenario di questo tipo, le opportunità da cogliere per le piccole, medie e grandi imprese sono infinite.
Ma la possibilità di cogliere tali occasioni sarà riservata solo a coloro che saranno veramente in grado di dialogare a tutti i livelli, capaci di individuare le variabili fondamentali insite in rapporti transnazionali, identificare i gruppi di interesse e di comunicare con loro o di ricevere da loro input comunicativi, fondamentali per lo sviluppo di attività relazionali all’interno delle quali far confluire gli interessi dei soggetti rappresentati.
In tale contesto storico, i momenti di confronto tra le amministrazioni, le autonomie locali e le parti sociali devono avere l'ambizione di conciliare la posizione negoziale italiana con l'esigenza di progettualità insita nel nuovo contesto europeo.
La società civile italiana, sempre più desiderosa di partecipare e di incidere sui cambiamenti in atto, si trova nella necessità di fare chiarezza sulla nuova Europa che desidera costruire.
E’ importante lavorare per la valorizzazione del Sistema-Italia nel processo di integrazione europea, ma non bisogna per questo dimenticare, il già troppe volte dimenticato nostro territorio.
Ebbene si, anzi direi è male purtroppo, la questione meridionale è ancora una triste realtà, il vero sviluppo ancora non si è visto, quello sviluppo che porta occupazione, modernizzazione e di conseguenza potere d’acquisto e reale lotta alla criminalità, che in una realtà operosa non trova facilmente manovalanza e ragione di esistere, almeno nelle sue forme più aberranti.
E allora l’Osservatorio Parlamentare Europeo, con la sua attività di monitoraggio e di supporto vuole e deve essere quel valore aggiunto per spingere a un dialogo costruttivo tra le amministrazioni locali, regionali e nazionali, con l’impresa e le professionalità capaci di progettare e quelle da formare con corsi e master mirati, anche in collaborazione con l’OPEEQ – Ordine Professionale degli Euroconsulenti ed Europrogettisti Qualificati, e le Università del nostro territorio.
Solo cosi con il dialogo tra le forze sane e tutte le parti in gioco che compongono il nostro territorio e un attenta e capace progettualità si riuscirà a progettare e realizzare ed accedere a quei finanziamenti europei per ciò di cui veramente il territorio ha bisogno, e no per inutili cattedrali nel deserto, da sempre macchia nera delle regioni del sud.
Mi dispiace molto di non essere oggi fisicamente presente a questo importante appuntamento, perché il maltempo mi ha costretto a rimanere in Romania, dove anche qui si lavora per importanti progetti di sviluppo regionali finanziati dai fondi europei, ma molti sanno che è ormai da molti anni che sono impegnato in prima linea e senza paura per denunciare la mancanza di progettualità e di comunicazione, specie in Campania, che non ha reso possibile utilizzare fondi comunitari messi a disposizione, e quindi sappiate che personalmente, e con il Presidente CATAPANO, lavorerò e lavoreremo anche invogliando tutte le commissioni dell’Osservatorio per rendere possibile ciò di cui stasera si stà discutendo in questo consesso.
Vogliate accettare il mio augurio di buon lavoro , di buone feste e un particolare augurio per il 2009 che sia l’anno della riscossa del nostro amato, ma più volte trascurato territorio.
Grazie a tutti i partecipanti.
Gennaro Ruggiero – Coordinatore Generale dell’Osservatorio
e Segretario Generale dell’OPEEQ

TailoRadio firma la prima radio “anticrisi”: nasce Radio Spinea Web, la nuova webradio del Comune di Spinea. »

Tempo di crisi? Poche vendite, pochi affari per i negozi? Allora è il tempo di reagire con nuove iniziative di forte impatto sul pubblico.

E’ stata questa l’idea che ha spinto Fabio Padovan, assessore al Commercio e alle nuove tecnologie del Comune di Spinea (Ve), a far nascere nel giro di un mese una radio web dedicata al mondo del commercio della città. La nuova radio, prodotta da TailoRadio - società leader nella produzione di radio web in Italia - è un modo per mettere in rete tutto il mondo produttivo cittadino e non solo.

Radio Spinea Web è una radio che trasmette esclusivamente in streaming via internet, con una programmazione giornaliera di 24 ore, 7 giorni su 7, con link dai siti del Comune www.comune.spinea.ve.it o in quello della Pro Loco www.prolocospinea.it .

In questo modo la radio è ascoltabile non solo dai singoli utenti, ma anche i negozianti potranno collegarsi via internet dal proprio negozio e far ascoltare ai propri clienti buona musica di successo e i propri spot locali. Spinea diventa in questo modo un grande centro commerciale con un’unica colonna sonora.

La radio è on air da giovedì 4 dicembre e verrà presentata ufficialmente alla città sabato 13 dicembre alle ore 11 in piazza Municipio.

Radio Spinea Web è prodotta da TailoRadio, azienda milanese fondata da Massimo Petrella e Marco Montali, leader nella produzione di Web Radio e radio Instore. TailoRadio produce radio “su misura” per aziende e grandi brand quali ad esempio Iveco, Coin, Salmoiraghi&Viganò e Mini. Ogni canale radiofonico prodotto da TailoRadio è ricco di contenuti editoriali sviluppati su misura e di musica selezionata specificamente per il target a cui comunicare con programmazione originale quotidiana.

Ascoltate Radio Spinea Web direttamente su: http://www.tailoradio.it/spinea/Spinea_comune.html

Per contattare Tailoradio:
sito internet: www.tailoradio.it
e-mail: giacomo.sebregondi@tailoradio.it
telefono: 02.55183876

Per contattare l’ufficio stampa del Comune di Spinea:
Piazza Municipio, 1 30038 Spinea (Venezia)
tel. 041.5071183 fax 041.5071102
cell. 328/6026255
e-mail: uff.stampa@comune.spinea.ve.it
info su www.comune.spinea.ve.it

La Sicilia che si ribella al pizzo a “Più libri più liberi” »

L'isola che c'èsabato 6 dicembre ore 10,00
FIERA DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA

“Più libri più liberi”
Palazzo dei Congressi EUR, Roma
SALA AMETISTA

la Round Robin Editrice presenta:
L’isola che c’è
la Sicilia che si ribella al pizzo

di Filippo Conticello

“un libro che [ndr] meriterebbe una diffusione capillare attraverso scuole, associazioni socioculturali e chiese delle varie confessioni” - La Repubblica

Interverrano:
- Maurizio De Lucia (Magistrato)
- Tano Grasso (Presidente onorario delle associazioni antiracket)
- Luciano Violante (ex Presidente della Camera)
- Paolo Mondani (Giornalista della trasmissione televisiva Report)
- l’autore

Sinossi:
Un viaggio in Sicilia, da Catania a Palermo, da Gela a Siracusa. Imprenditori coraggiosi, che hanno deciso di ribellarsi al racket delle estorsioni mafiose. C’è Andrea Vecchio, l’imprenditore edile catanese vittima di quattro attentati in quattro giorni. C’è Vincenzo Conticello, il titolare dell’Antica Focacceria San Francesco di Palermo che ha indicato in aula il suo estorsore. C’è Bruno Piazzese che qualche anno fa ha visto andare in cenere per tre volte il suo Irish pub a Siracusa. E tante altre storie di siciliani in lotta contro la mafia e per la libertà d’impresa.
Per Libero Grassi, il primo martire di questa rivolta, “il pizzo è la manifestazione della signoria territoriale di Cosa Nostra”. E contro questo dominio è iniziata la battaglia più importante per la Sicilia. Soprattutto oggi che la Confindustria ha deciso di espellere chi non denuncia e in molti stanno imparando che “un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.

Link utili:
scheda del libro:
http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731032
intervista all’autore:
http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=filippo_conticello

Altro:
dal 5 all’8 dicembre 2008 la Round Robin sarà presente alla settima edizione della Piccola e media Editoria di Roma (Più libri più liberi) presso lo stand A27

Il TERRORISMO INTERNAZIONALE (articolo di Gennaro Ruggiero) »

Il TERRORISMO INTERNAZIONALE (articolo di Gennaro Ruggiero)

La Nuova minaccia dei gruppi armati e l’incerto equilibrio Internazionale.

La mia proposta: E’ necessario affiancare strutture di intelligence privata all’ intelligence istituzionale

Azioni compiute nell’ambito di lotte armate non intese semplicemente a colpire le forze armate avversarie ma a spargere il terrore fra le popolazioni civili. Questo è stato il concetto di terrorismo ampiamente usato dall’antichità ai nostri giorni per sfibrare la volontà di combattere dei popoli nemici e gli esempi potrebbero essere purtroppo infiniti. Ricordiamo: le orde mongole guidate da Gengis Kan uccidevano tutti gli abitanti, nessuno escluso, delle città che facevano loro resistenza; l’impero mongole fu costituito per la maggior parte senza combattere perchè davanti a questa terribile prospettiva la maggior parte delle città si sottomettevano senza tentare nemmeno la resistenza, tempi più recenti, nella Seconda Guerra Mondiale, l’arma aerea fu ampiamente usata al fine di terrorizzare le popolazioni; dapprima furono i Tedeschi, prima in Spagna (famoso l’esempio di Guernica, immortalato da Picasso) e soprattutto con i bombardamenti sull’Inghilterra (la cittadina di Coventry fu completamente distrutta dai tedeschi tanto che fu coniato il termine di “coventrizzare”), in seguito furono gli Americani che usarono i bombardamenti detti “a tappeto”: tristemente famoso il caso di Dresda, centro senza alcun valore militare completamente distrutta con la morte di almeno 200.000 persone.
Ma ricordiamo pure i terrificanti bombardamenti delle città giapponesi soprattutto di Tokio e lo stesso lancio delle bombe atomiche. Ricordiamo anche le rappresaglie massicce dei tedeschi, le deportazioni di intere popolazioni compiute da Stalin : l’elenco sarebbe purtroppo infinito. Il terrorismo è attualmente comunemente indicato come quelle azioni di gruppi irregolari (cioè che non hanno divise, insegne che li rendano riconoscibili) che uccidano prevalentemente civili allo scopo di terrorizzare la parte avversaria. I “terroristi” in genere contestano la sostanzialità di questa differenza equiparando civili e militari e affermando di essere dei resistenti o dei rivoluzionari. Un fenomeno estremamente complesso al quale non sempre corrisponde una definizione soddisfacente e universalmente accettabile ma che in linea generale corrisponde a quel complesso di attività criminose compiute per perseguire finalità ideologiche o politiche e tali attività, specialmente quando hanno motivazioni politiche, non si esauriscono nell’ambito di un singolo Stato, ma acquistano rilevanza internazionale in quanto lo scopo, i mezzi, il luogo, l’autore, la vittima, la preparazione, la consumazione e gli effetti riguardano Paesi differenti. Quindi riprendendo pari pari, anche l’analisi del mio caro amico, l’esperto di geopolitica, il Prof. Nicola Pedde, definiremo che: il nuovo ordine mondiale scaturito dalla fine della guerra fredda, sta ridisegnando l’assetto geo-politico internazionale. Le guerre che stanno sconvolgendo il mondo in quest’ultimo ventennio, ne sono la testimonianza e l’evoluzione di un nuovo terrorismo internazionale è il frutto di una nuova strategia del terrore mirata a stravolgere i già incerti equilibri internazionali. I mutamenti dovuti ai nuovi scenari internazionali tracciano un nuovo approccio al concetto della sicurezza e ridisegnano i ruoli dell’intelligence. La mondializzazione ha tracciato nuove forme mediali di comunicazione e di ciò il nuovo terrorismo internazionale ha potuto trarne benefici mutando le proprie strategie. I nuovi approcci alla lotta al terrorismo internazionale devono confrontarsi con il nuovo ordine mondiale e con il radicale mutamento del fenomeno. Occorre perciò ridefinire le politiche internazionali della lotta al terrorismo ed identificare i nuovi obiettivi che deve affrontare oggi la comunità internazionale.
Il rischio di nuovi attentati terroristici si può ricondurre oggi agli approvvigionamenti, l’energia e le forniture energetiche sono il motore dell’economia e la presenza di ricchi giacimenti in paesi dove il concetto di democrazia e stabilità politica non è ben definito, tracciano sicuramente un rischio più alto. È evidente che lo strumento repressivo giuridico non è in grado da solo a ostacolare il fenomeno, “è una questione di fiducia reciproca, perché c’è ancora diffidenza”persuaso però che “esista uno spazio per la deterrenza ed è quello stesso sistema con cui si è mantenuta la pace in Europa negli ultimi 50 anni”. Lo sviluppo di nuove forme di terrorismo in Europa trae le sue radici da meccanismi culturali che hanno prodotto uno scontro reale tra gruppi armati.
Oggi, quindi, si avverte da un lato una maggiore disponibilità del cittadino verso le strutture di intelligence, con una sostanziale apertura ad un modello di valutazione non più preconcetto e stereotipato ma, anzi, caratterizzato da una timorosa forma di riconoscenza.
Dall’altro è sempre più evidente la necessità inversa di contatto e sinergia da parte dell’intelligence in direzione del pubblico, come una sorta di garanzia dell’operato ma anche per poter disporre di quelle nuove forme di professionalità richieste dalle circostanze e non sempre reperibili all’interno della Pubblica Amministrazione. Non è possibile, in sostanza, perdere una preziosa occasione atta a permettere una sensibile crescita nel rapporto tra Stato e cittadino, in funzione di un percorso di sviluppo potenzialmente colmo di elementi di positiva sinergia. Si potrebbe, anzi, andare oltre la semplice crescita puntando decisamente su un processo di trasformazione almeno nel rapporto tra servizi segreti e opinione pubblica. Non sussistono preclusioni di particolare natura per impedire che la nostra intelligence si apra al pubblico, senza con ciò svelare alcunché di segreto e riservato, offrendo un’immagine concreta e trasparente circa i compiti che è chiamata ad assolvere. Un passo di tale natura anzi, favorirebbe enormemente quel necessario, e doveroso, processo di trasformazione dell’immagine dei servizi segreti che tanto inopportunamente si è lasciato sviluppare e maturare nel corso di gran parte della storia repubblicana e democratica del nostro paese e degli altri paesi occidentali. Per parlare nello specifico dell’Italia, ciò di cui il nostro paese ha realmente necessità non sono dei nuovi servizi segreti capaci ed efficienti. Quelli, fortunatamente, li abbiamo sempre avuti e non è cambiando nome che si è risolto il problema. Oggi è necessario operare su più livelli per sviluppare una vera e propria cultura dell’intelligence; una cultura che sia capace di dimostrare non solo la validità del principio che tali Servizi ha istituito ma che, soprattutto, ne illustri le modalità operative e renda tangibilmente evidente come gli stessi siano un insostituibile strumento dell’interesse e della sicurezza nazionale.
Per il perseguimento di questo fine sono essenziali due condizioni. Da una parte un attivo e convinto coinvolgimento delle strutture di Informazione e Sicurezza – e quindi delle Istituzioni – in direzione del dialogo e del rapporto con l’esterno, superando l’anacronistico ed alquanto dannoso concetto del “tutto quanto concerne l’intelligence resti all’interno delle strutture stesse”.
Dall’altra è necessario che il settore della ricerca e dell’accademia sviluppino programmi e progetti di studio e ricerca che, anche in questo caso, demoliscano l’individualismo ed il presenzialismo degli “esperti di settore” in direzione al contrario di una professionalità diffusa, specifica e settoriale capace di dialogare e cooperare per il perseguimento di risultati concreti. La realtà dei fatti, tuttavia, ci offre un quadro ancor oggi diametralmente opposto.
Per la determinazione e l’affermazione di una cultura dell’intelligence è quindi opportuno innescare un processo di sinergie tra Istituzioni e Privati che, con gradualità, favorisca l’emergere dei centri di eccellenza – anche individuali o sporadici – lungo un percorso di comune interesse e dalle solide basi. Privati in grado di supportare le attività dell’intelligence istituzionale, chiaramente con particolare e speciale abilitazione alle attività informative a partire dal territorio cittadino, monitorandolo e raccogliendo informazioni per la prevenzione. Un percorso che non trascuri in ogni sua fase come la materia non possa – e non debba – essere più relegata alla sola cerchia degli “esperti” ma come anzi, al contrario, debba essere destinata ad interessare sempre più ampie fasce dell’opinione pubblica.
È quindi opportuno, e probabilmente improcrastinabile, estendere il dibattito in materia in ogni ambito della società civile, favorendo la comprensione del ruolo e delle metodologie senza timore di rivelare improbabili segreti da parte delle Istituzioni, e senza il timore di perdere improbabili posizioni di notorietà e prestigio da parte della cerchia esterna degli addetti ai lavori.

Gennaro Ruggiero,”Save FORZA ITALIA” risponde alle affermazioni del Sen. Gasparri a “Porta a Porta”. »

Stimavo Gianfranco Fini perché ero convinto che forse era l’unico vero politico di razza, oltre a D’Alema rimasto in Italia. Anche non condividendo le idee di entrambi. Ma dopo il suo continuo rinnegare le radici, la mia stima di avversario politico ma possibile alleato di governo, e quella di tanti simpatizzanti è venuta certamente meno.
Ho iniziato questa mia dichiarazione parlando di Fini, dopo aver sentito le parole di ieri 20 novembre a “Porta a Porta” di Maurizio Gasparri, sul fatto che egli asserisce che vi sono dei nostalgici in Forza Italia che non vogliono aderire al PDL e schernendo questa schiera di elettori, molto numerosa da togliere credo oltre il 5% dei consensi al PDL, e che giustamente si riunisce in “Save FORZA ITALIA”.
Non so se il Senatore Gasparri, e il suo Fini, sanno che da più parti si sente il fermento di un movimento che si chiamerà forse “Save Alleanza Nazionale”, perché anche questi elettori si stanno chiedendo dove è finita la storia, le radici ideologiche di cui andavano fieri gli uomini di Alleanza Nazionale.
La verità è che facciamo paura noi che non vogliamo perdere l’identità politica fedeli al progetto del 1994 di Berlusconi , facendo sognare le nuove generazioni dando la speranza di un paese nuovo, che trae dalle sue radici, dai suoi valori, la spinta in avanti per garantire valori irrinunciabili quali libertà, giustizia sociale, sviluppo dell’impresa, ed economia di mercato.
“Save FORZA ITALIA” raccogli si i nostalgici, che sono coloro che hanno creduto alle promesse di speranza, malati di una nostalgia che ci dà la carica per continuare a credere.
Mi dispiace, ma questo fenomeno ci sarà, anzi già c’è, anche in Alleanza Nazionale.
Ripeto il nostro nemico non è il PDL, anzi pronti ad allearci per un programma condiviso, ma non confluiremo mai. Il nostro nemico è la sinistra e tutti gli estremismi.
Gennaro Ruggiero
Presidente di “Save Forza Italia”

Arcore (Mi), venerdì 21 novembre 2008, incontro sui diritti negati in Palestina: una storia sconvolgente »

Un incontro emozionante da non perdere, quello di venerdì sera 21 novembre ad Arcore, provincia di Milano. Arriva per la prima volta in Italia Hafez Huraini, 37enne palestinese, padre di cinque figli e portavoce del South Hebron hills committee, il coordinamento nonviolento dei pastori di At-Tuwani e dei villaggi vicini per la difesa della terra e del proprio stile di vita. Viene per denunciare una storia di violenza e oppressione, nella quale lui e gli abitanti delle colline a sud di Hebron, Cisgiordania, sono le vittime designate ma innocenti dell’avanzata dei settlements, le colonie israeliane che solo un mese fa la comunità internazionale ha definito come “il maggior ostacolo al processo di pace israelo-palestinese”.

Huraini, il cui vilaggio ha almeno 500 anni di storia e si situa in un’area dove gli abitanti vivono ancora prevalentemente in grotte, ha scelto la nonviolenza (il suo impegno è stato riconosciuto anche dalla Comunità europea) come metodo di risposta ai continui attacchi dei coloni, l’ultimo dei quali è avvenuto lo scorso sabato 15 novembre (link alla notizia: beta.vita.it/news/view/87013). Attacchi che si traducono in stratagemmi mirati a togliere i mezzi di sussistenza ai pastori: campi bruciati, animali avvelenati e investiti con gli automezzi, sradicamento degli ulivi, fino ad arrivare alle aggressioni, con lancio di pietre, ai bambini palestinesi che dai villaggi vicini giungono ogni giorno ad At-Tuwani nell’unica scuola della zona. I soprusi, che continuano da almeno tre anni con la complicità dell’esercito israeliano, sono stati in gran parte documentati con foto e video dai volontari dei due corpi civili di pace internazionali, veri e propri mediatori di conflitti, che si danno il cambio nel presidiare il villaggio: l’organizzazione italiana Operazione Colomba e la statunitense Cpt, Christian peacemaker teams.

Paladino del coraggio civile e del rifiuto totale di ogni fondamentalismo, Huraini, di fede musulmana, ha pagato il proprio attivismo a caro prezzo, finendo nel recente passato nelle dure carceri israeliane, a seguito dell’arresto in una manifestazione pacifica in cui gli abitanti palestinesi rivendicavano il proprio diritto a vivere nella terra natia in sicurezza. Diritto che l’uomo palestinese cercherà di promuovere nel suo prossimo viaggio italiano, la cui prima tappa è prevista venerdì 21 novembre all’Auditorium del Centro Papa Giovanni XXIII (piazza della Chiesa) ad Arcore (Mi), in un incontro pubblico che avrà inizio alle ore 21 ed è organizzato da Paciamoci onlus (www.paciamoci.org), associazione attiva dal 2006 nella promozione della nonviolenza e nella tutela dei diritti umani in Italia e all’estero. Oltre a Huraini, nella serata arcorese interverranno anche Piergiorgio Rosetti, volontario dell’Operazione Colomba, e Gianluca Mazzini, giornalista Mediaset con un’affermata esperienza in questioni legate ai conflitti in Medio Oriente.

Fine del comunicato
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Per i giornalisti:
-In allegato il volantino dell’incontro di Arcore
-Per informazioni aggiuntive e per richiedere interviste con Hafez Huraini: telefonare al 3387416130 o scrivere a paciamoci@gmail.com
-Per vedere le altre date del tour di Hafez, visitare il blog humanitytogether.wordpress.com

Gennaro Ruggiero Save FORZA ITALIA interviene sul caso Firenze »

Tintinnio di manette sull’amministrazione Domenici di Firenze.
Dopo tutti i guai passati durante tangentopoli è ricominciata la stagione consociativista Ligresti ed ha trovato nuovi amici nel CENTROSINISTRA D’ALEMIANO che governa Firenze ottenendo un’area (la storica piana di Castello) su cui costruire come e quanto vuole in cambio di perversi financial projet, partecipazioni e copartecipazioni varie e sopratutto tenere le mani sopra , sotto e dentro la città. L’accordo storico tra Domenici e Ligresti è stato firmato dalla figlia di questo, perchè purtroppo lui è interdetto dai pubblici uffici , da tutti meno che da quello del sindaco di Firenze; come cita il sito democrazia e legalità.
E’ finita, la stagione delle toghe rosse che hanno rovinato l’Italia, per favorire il diabolico progetto della sinistra, che poi non è stata capace di governare la cosa.
Oggi finalmente abbiamo una magistratura sempre più onesta e superpartes che sta scavando anche in quelle realtà da sistema sovietico che governano regioni, cosiddette rosse, che di rosso hanno solamente il sangue succhiato ai poveri lavoratori illudendoli di chissà quale giustizia sociale.
Se fossero un po’ di coscienza l’intera giunta Domenici dovrebbe andare a casa senza aspettare che si vada alle elezioni con la naturale scadenza, e attendere che la giustizia faccia il suo corso. E l’elettorato dovrebbe dare una svolta alla gestione della città, dopo che il “malaffare comunista e post comunista(?)” ha mal governato questa splendida città.
Ultimo dei reati da addebitare alla sinistra Toscana, secondo me, è anche l’ultima sciagurata proposta di dare tutti i servizi ai clandestini, chiaramente escludendo il pronto soccorso medico, come se fossero dei cittadini normali, riconoscendo e favorendo di fatto la clandestinità, reato penalmente punibile.
Questa sinistra che si dichiara anti secessionista, di fatto promuove la secessione delle amministrazioni da lei governate da quelle che sono le leggi dello stato italiano.
Save FORZA ITALIA, spera che si faccia finalmente chiarezza su tanti anni di governi di sinistra in tutte le amministrazioni da questi governate ed è solidale con gli onesti Magistrati che sapranno far valere il loro senso di giustizia al di sopra del colore politico. Perché il compito di un Magistrato dovrebbe essere questo.
Ufficio Stampa del Presidente di Save FORZA ITALIA
www.saveforzaitalia.net

Catapano, osservatorio parlamentare europeo, al covegno di teologia e musica »

IL PRESIDENTE DELL’OSSERVATORIO PARLAMENTARE Europeo e del consiglio d’Europa , DR.GIUSEPPE CATAPANO accompagnato dal Presidente della Commissione Cultura ed istruzione Prof. Pasquale Ruggiero domenica 16/11/2008 ha partecipato al AL CONVEGNO Teologia & Musica PRESSO
L’AUDITORIUM DELLA BASILICA PONTIFICIA SANT’ ALFONSO IN PAGANI (SA) Che ANTICIPA IL PREMIO DI LETTERATURA RELIGIOSA ASSEGNATO, QUEST’ANNO, AL DIRETTORE DI “REPUBBLICA”.Il Presidente Giuseppe Catapano portando i saluti dell’organizzazione da lui presieduta ,ha introdotto Con il connubio che esiste tra la cultura italiana e la religione cattolica ,attraversando indelebile i secoli investendo ciascun campo della nostra vita.
In Primis ha ricordato Catapano, il connubio con la storia d’Italia: Come dimenticare che in quegl’anni in cui l’unità italiana era poco più di un utopia,ad unificare moralmente la nostra penisola ci pensava il sentimento cattolico,con un’istituzione efficace ed efficiente forte del consenso dei più: Il PAPA e lo STATO PONTIFICIO. In secondo Luogo ricorda il Dott. Catapano il legame con la letteratura che ribadisce catapano ha avuto i suoi albori proprio nelle ricche biblioteche dei monasteri,dove gli innominati amanuensi ricopiando e rielaborando ,ci condussero fino al notissimo Francesco che con il suo cantico aprì le nostre infinite stagioni letterarie.
Con questi pochi ma sufficienti lontani ma importanti ricordi a dimostrazione dell’intreccio,dalle fondamenta ben troppo salde che lega la vita italiana alla religione cattolica.
Conclude Il Presidente Catapano, aldilà della sacrosanta libertà religiosa sancita dall’art.19 della nostra costituzione,aldilà delle disquisizioni giurisprudenziali,aldilà sull’attualità o meno dei Patti Lateranensi,bisogna considerare dice CATAPANO la realtà dei fatti: il forte connubio Italia –Religione Cattolica è un nostro elemento caratterizzante dal quale siamo partiti secoli or sono e dal quale sarà importante partire ancora nei prossimi secoli, non per imposizione o quant’altro afferma ad alta voce CATAPANO ,ma solo perche è connaturato in ciascuno di noi. Saluta il pubblico presente insieme al Coordinatore generale Dott. Gennaro Ruggiero,invitando i presenti al Concerto di Natale che si Terra in Prato il 21/11/2008 presso l’auditorium sito in Prato alla Via Valentini 7.

Gruppi Parlamentari di Save FORZA ITALIA? Il PDL si frantuma? »

Milano, 10 novembre 2008

Ieri sera presso la sede nazionale di Save FORZATALIA in Milano si sono notate le visite di personaggi noti del mondo politico di governo; ad attenderli c’era il Presidente Gennaro Ruggiero e il Segretario Nazionale Giuseppe Catapano, non si conosce chi avrebbe organizzato l’incontro o chi lo avrebbe richiesto e quali argomenti sono stati trattati, di certo il crescente malcontento nella formazione del PDL ha fatto crescere la volontà di chi non si riconoscono nel partito unico, di valutare il possibile passaggio nelle file del nuovo Movimento e Partito Politico Save FORZA ITALIA, il cui scopo ritenuto legittimo dai parlamentari contribuirebbe sicuramente a portare avanti i motivi per cui nacque Forza Italia.
Il passaggio dei parlamentari presenti all’incontro, nelle file di Save FORZA ITALIA, darebbe la possibilità di costituire il gruppo parlamentare sia alla camera che al senato.

News da “IL PENSIERO ON LINE”
M. Mitas

Pubblichiamo la lettera di Gennaro Ruggiero a Barack Obama »

Prato, 08 novembre 2008

Ill. mo Neo Presidente degli Stati Uniti: Senatore Barack Obama
Con la Sua elezione a Presidente degli Stati Uniti, sono fermamente convinto, come già ha detto Sua Santità, che questa è un “occasione storica” non solo per gli USA ma per il mondo intero, che attende da Lei il segnale della riconferma che il popolo americano continuerà nella lotta contro coloro che minano le libertà e la dignità umana.

Credo, anzi ne sono convinto, che la maggioranza del popolo italiano ed europeo non può non riconoscere il sacrificio dalla grande guerra ad oggi che gli Stati Uniti hanno fatto nel nome di questi importanti valori di vita.

Con Lei Illustre Presidente, spinto anche da idee innovative sarà sicuramente capace di dare grande speranza nella creazione di un nuovo mondo fatto di pace, solidarietà e giustizia.

Cose che Lei ha ben illustrato nella difficile campagna elettorale, anche complicata dalla recessione economica mondiale. Un programma ricco di nuovi e vecchi ideali di fratellanza e di grande impegno di rinnovamento, che sono sicuro Lei vorrà applicare nel modo giusto e coerente con la situazione interna agli USA e internazionale.

Nella mia posizione di Presidente della Commissione Affari Esteri dell’Osservatorio Parlamentare Europeo, Le invio i miei più calorosi auguri di Buon Lavoro e la mia preghiera a Dio che La protegga e l’aiuti in tutto quello che farà per gli USA e per il mondo intero.

Giunga inoltre anche un affettuoso saluto e augurio alla Sua Signora per il Suo difficile compito di “First Lady” (dietro un grande uomo, c’è quasi sempre una grande donna) e un bacio ai Suoi figli che sicuramente saranno fieri del loro Grande Padre e che saranno con il loro sorriso la ricarica nei momenti difficili.

Con profonda Stima
Dr. Gennaro Ruggiero

-Coordinatore Generale e Presidente della Commissione Affari Esteri
dell’Osservatorio Parlamentare Europeo

www.gennaroruggiero.com www.osservatorioparlamentareeuropeo.org

Massimiliano Ruggiero - Giovani Save Forza Italia. Elezioni Usa: Un finale dirompente »

Molti pensano che Obama racchiuda in sé la forza dei Kennedy e di Martin Luter King.Nel mondo c’è un entusiasmo incredibile, pari solo a quello che c’è stato dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1989. Le aspettative degli elettori sono alle stelle. Negli USA questioni come l’assistenza sanitaria, la difesa e la creazione di nuovi posti di lavoro catturano l’interesse generale. Il popolo americano vuole che Barack faccia la differenza, dovrà gestire dal punto di vista economico questa situazione alquanto delicata. Obama rappresenta l’America dei neri, dei bianchi, dei messicani.

Obama sarà sicuramente un ottimo interlocutore. Il rapporto che ci lega agli Stati Uniti è fondato su quei principi fondamentali di rispetto, di lealtà e di coerenza politica, cogliamo quindi l’occasione per congratularci con il nuovo Presidente e affermare la volontà di continuare a contribuire alla sicurezza del Medio Oriente nel quadro dell’Alleanza Atlantica.Per quanto riguarda la battuta di Silvio Berlusconi, riportiamo la giusta reazione del Presidente del Consiglio: “Veramente c’è qualcuno che pensa che non sia stata una carineria?…Se scendono in campo gli imbecilli - ha aggiunto - siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli.”

Intervento di Ruggiero Gennaro, Save FORZA ITALIA sul decreto Gelmini »

In questi giorni tutti hanno voglia di parlare della riforma Gelmini e si riempiono la bocca con termini che nemmeno conoscono.
Prima di parlare leggete il decreto Gelmini. Bisogna cominciare a smascherare una ad una tutte le bugie diffuse dalla sinistra.
Per tutti quelli che non sanno e non vogliono capire rivolgo un sincero appello: pentitevi, non siate ignoranti!

Tempo pieno

In 5 anni ci saranno 5.750 classi in più con il tempo pieno.
Con la media di 21 alunni per classe, in cinque anni 82.950 alunni in più avranno il tempo pieno.
L’aumento avverrà in maniera progressiva. Il numero di classi con il tempo pieno nell’anno scolastico 2009-2010 salirà a 2.350 e questo porterà a 49.350 gli alunni che usufruiranno del tempo pieno. Numeri destinati ad aumentare fino a 3.950 classi e 82.950 alunni, questo entro l’anno scolastico 2013-2014.
La sinistra, dice che nelle scuole elementari il tempo pieno verrà abolito o diminuito. E’ assolutamente falso. E’ vero invece che con il maestro prevalente e l’eliminazione delle compresenze (cioè due insegnanti per una stessa ora di lezione) ci saranno più maestri da impiegare per aumentare il tempo pieno.
Per chi è duro di comprendonio mi trovo costretto a ripetere, in modo da dare anche a chi dimostri evidenti difficoltà la possibilità di capire (operazione che non potrò fare lungo tutta la mia esposizione, quindi, nel caso in cui vi troviate in difficoltà, basterà riprendere il punto e rileggere la frase):
dal 2009, 49.350 ragazzi in più usufruiranno del tempo pieno. In cinque anni 3.950 classi avranno il tempo pieno.

Numero degli alunni

Troppi alunni in una classe? Assolutamente no. Gli alunni saranno in media 18 per classe e potranno arrivare fino a un massimo di 26.

Maestro unico? Diciamo prevalente, a scanso di equivoci.

Con il maestro prevalente non diminuirà la qualità dell’insegnamento e non è vero che non sarà più approfondito l’inglese .
Al maestro prevalente saranno affiancati due insegnanti, un insegnante di religione e uno di inglese.
Occorre osservare che l’anomalia dei tre maestri e’ tutta italiana.
In tutti i paesi d’Europa esiste il maestro prevalente e per dire di più, quando fu erroneamente introdotta la riforma dei tre insegnanti da un passato governo di centrodestra, la sinistra si schierò con la stessa violenza di questi tempi per impedire che accadesse, che abbia ora il buon gusto di tacere!

Inglese

Lo studio delle lingue straniere alle elementari non subisce alcuna variazione, tutto assolutamente invariato: 1 ora in prima elementare, 2 ore in seconda e 3 ore in terza, quarta e quinta.
Per gli studenti delle medie si prospettano alcune importanti novità. L’esecutivo pensa ad una scuola su misura per soddisfare le esigenze degli alunni e delle famiglie. Lo studio delle lingue, su richiesta delle famiglie può essere potenziato a 5 ore settimanali (3 ore di inglese più 2 ore di una lingua comunitaria sostituita dall’inglese se richiesto dalle famiglie).

Razionalizzazione del personale

140.000 gli esuberi. Falso!
Nessuno ha mai parlato di licenziamenti. Si razionalizza il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno reale, basta con le assunzioni che non servono. Il decreto porta un po’ di ordine, non secondario è poi il risparmio dal punto di vista economico, soldi che potranno essere investiti in migliore modo.
In Italia abbiamo un docente ogni 9 alunni, nel resto d’Europa uno ogni 13.
Nella scuola italiana ci sono 1 milione e 350.000 dipendenti, un numero decisamente spropositato.
Abbiamo il numero di bidelli più alto d’Europa, uno/due per corridoio, i quali si rifiutano spesso di fare le pulizie e i presidi si trovano costretti a pagare le imprese per tenere pulite le scuole.
Questo vuole essere solo un esempio dello stato in cui versa la scuola pubblica pagata con i soldi dei contribuenti.

Insegnanti di sostegno

Mai e poi mai diminuiranno gli insegnanti per i diversamente abili.
Al contrario, rassicura il governo. La realtà è che gli insegnanti di sostegno sono oggi 93.000 e rimarranno 93.000 anche in futuro, almeno per i prossimi 5 anni, almeno fino a quando non si avvertirà veramente la necessità di assumerne di nuovi, sempre e solo a tutela delle persone diversamente abili.

La sinistra dice che chiuderanno parecchie scuole

La Gelmini ci spiega che e’ falso, perché nessuna scuola sarà chiusa. Come previsto precedentemente dal governo di centrosinistra sarà invece unificato il personale amministrativo con un unico preside e un unico segretario per due scuole vicine.

Voto a numeri

Noi diamo un bell’8 e mezzo al ministro Gelmini. Il ritorno al voto espresso in numeri ci pare giustissimo, finalmente la misurazione dei risultati sarà diretta, senza dover essere tradotta in numeri. Perché non dimentichiamo che, qualsiasi giudizio espresso con parole, alla fine doveva essere tradotto in numeri da chi la pagella la leggeva.
in Europa e nel mondo non mancano sistemi scolastici che non hanno mai accantonato il voto a numeri. Il giudizio ha sempre interessato poco i genitori, che al contrario hanno sempre dimostrato vivo interesse per il voto.

Voto in condotta

Occorre ripristinare il voto in condotta anche solo in funzione di intimidazione e controllo, per restituire serietà agli studi e riattivare i comportamenti civili nelle scuole. Qualunque sondaggio fa vedere che sul voto in condotta gli italiani sono plebiscitariamente favorevoli.
La sinistra dice: si viene bocciati con il 7 in condotta. Anche questo e’ falso!
Vero in casi assolutamente gravi come il bullismo, il teppismo e la violenza all’interno della scuola. Si può essere bocciati con il 5 in condotta, ma perché questo possa essere possibile ci dovrà essere il consenso e il via libera del consiglio di istituto e di quello di classe.

Ritorno al grembiule

Il ritorno del grembiule è sacrosanto, non avrebbero mai dovuto toglierlo per tre motivi: i bambini non si sporcano e sono tutti uguali, si evita così lo sfoggio di abbigliamento firmato che provoca inevitabilmente disagio. Ha il pregio di far percepire ai ragazzi un certo livello di serietà maggiore, che assieme al voto in condotta dovrebbero concentrare in maniera maggiore le intelligenze dei ragazzi nello studio.

Educazione civica e stradale

Si chiamerà “educazione alla costituzione e alla cittadinanza” e con questa verrà introdotta la formazione alle regole della strada e all’ambiente. La scuola come ha detto il ministro deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi ad essere cittadini consapevoli dei diritti e dei doveri e conoscitori dei principi costituzionali.

Lotta al caro-libri

I testi scolastici potranno essere rieditati soltanto se strettamente necessario.
I contenuti di alcune materie fondamentali come italiano o matematica non cambiano da un anno all’altro, per questo si pensa di stabilire un periodo di tre, quattro o cinque anni, in modo da aiutare le famiglie a combattere il caro-libri e meglio garantire il diritto all’istruzione.

Si ringrazia vivamente il governo per l’intenso lavoro che sta attuando in questo come in altri settori della nostra nazione.
Sulla scuola è stata fatta cattiva informazione. consiglio per le riforme a venire un incontro con le parti sociali, basato principalmente sulla rappresentazione delle idee, necessario perché mai superficiale ed evasivo.
Perché i politici “buoni” che stanno lavorando per il popolo possano restare al governo per i prossimi 10 anni occorre mostrare con chi e’ realmente aperto al dialogo un’ampia disponibilità a trovare una soluzione comune sulle regole e le principali scelte della politica.
Io spero che tutti comincino a guardare ai risultati, e non si facciano promotori di altri interessi che nulla c’entrano con il nuovo ordine proposto: un sistema scolastico più giusto e correttamente gestito.
Ai sindacati, alla sinistra, ai professori che portano ignari studenti in piazza dico di lasciare operare in tranquillità l’esecutivo, del resto, se il medico vuole operare bisogna che affondi il bisturi, altrimenti il malato (questa Italia) non può guarire .

A tutti grazie e buon lavoro.

Intervista de “ Il Pensiero on line” al Presidente di Save FORZA ITALIA Dr. Gennaro Ruggiero. »

 

Cosa ne pensa dell’attività del governo?

Posso dire che il governo è nato sotto buoni auspici e , che il programma è in linea con i problemi del paese, anche se va affinato, adeguato alla nuova realtà dovuta alla crisi economica mondiale.

Ma le contestazioni di piazza?

Quelle sono altra cosa, sono dovute a una grave carenza nell’attuazione del programma, che ripeto è buono, ma c’è un particolare che Berlusconi forse ha trascurato, che è necessario il confronto con l’opposizione e in special modo con le parti sociali, quando si vuole approvare un decreto legge.

Allora cosa bisogna fare, secondo Lei?

Semplicemente, credo che la squadra di governo vada rafforzata, con la presenza di persone che sanno come dialogare con le parti sociali. Per esempio, con la mia esperienza di sindacalista, sempre volto ad un sistema partecipativo del sindacato e non conflittuale, avrei convocato, per il decreto Gelmini, le associazioni dei genitori, i sindacati TUTTI sia dei docenti che del personale della scuola,avrei ascoltato le opposizioni  e poi avrei tirato le somme per la proposta di legge.

Come rafforzare la squadra di governo?

I Ministri vanno bene, ma aggiungerei dei sottosegretari e vice ministri dando spazio a persone di provata esperienza, e non accontentare le logiche di partito. Ad esempio, senza presunzione, mi candiderei a collaborare attivamente e fattivamente con la Ministra Gelmini, alla pubblica istruzione, un settore che amo e di cui ne ho discreta esperienza. Da giovane sono stato dirigente del Collettivo Studentesco e poi 15 anni di dirigente sindacale, anche europeo.

Si sta offrendo a entrare al governo?

Io sono a disposizione per il bene del Paese e Berlusconi,. Credo sa cosa io ho fatto in tanti anni di impegno politico e sociale. Se vuole non mi tiro indietro a un incarico per servire il Paese, nei settori di cui mi sento preparato, come: La scuola, per i bambini in particolare, la sicurezza nazionale, la cooperazione internazionale, e il lavoro.

Questo perché ormai Save FORZA ITALIA avanza?

Save FORZA ITALIA è una realtà, oltre 120.000 adesioni e 1.200.000 contatti, non sono pochi, e poi saremo presenti alle elezioni  in tutti i comuni, province e regioni, oltre che alle europee con il nostro simbolo. Non credo che il Cavaliere voglia averci in concorrenza, la cosa ci dispiacerebbe  molto. Il nostro nemico è la sinistra. E non il PDL, anche se non condividiamo quale partito unico.

Qual’è stata la formula vincente di Save FORZA ITALIA?

Continuare a credere nel sogno del “94, l’italia del buongoverno. E la Democrazia Partecipativa, ascoltare la base, anche attraverso i “punti d’ascolto” dove si raccolgono le istanze dei cittadini. Noi ascoltiamo e i cittadini sul palco a dire cosa vogliono.

Grazie, dr. Ruggiero, come vuole chiudere per salutarci?

Chiudo con un appello a Silvio Berlusconi: Presidente guardati intorno, hai bisogno di uomini in grado di dialogare con la base, con il popolo sovrano e non ti fermerà più nessuno. Non stare alle logiche di parte, fai valere il buon senso. Save FORZA ITALIA è con te, se vuoi.

 

M. Mitas

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