Edizione di: Giovedi, 8 gennaio 2009 ore 22:10 @923

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CHIESE A FERRARA TRA STORIA, FEDE E ARTE

CHIESE A FERRARA TRA STORIA, FEDE E ARTE:
“tre domeniche di incontri gratuiti nei luoghi di culto”
San Francesco, 16/11/2008 alle 9,30 - Santa Maria Nuova e San Biagio, 23/11/2008 alle 9:30- San Domenico, 30/11/2008 alle 9,30.

Teatro di secolari vicende sacre e profane e forzieri di autentici capolavori. Le chiese di Ferrara allo stesso tempo testimoni della devozione dei fedeli e custodi di un vastissimo patrimonio artistico. Alle loro storie e alle loro bellezze, Comune e Diocesi dedicheranno degli appuntamenti, invitando a partecipare sia ferraresi che turisti a seguire un percorso con due ciceroni d’eccezione: il ricercatore storico Francesco Scafuri e il curatore dei musei civici di Arte antica Giovanni Sassu.
Si tratterà di conversazioni non accademiche, della durata di un’ora circa, con notizie sulla storia e sull’architettura degli edifici, oltre che sulle opere di pregio che vi sono conservate. Ma non mancheranno anche cenni a fatti curiosi e vicende particolari ad essi legati.

QUESTI GLI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

Chiesa di San Francesco
(Via Terranuova angolo via Savonarola)
Domenica 16 novembre 2008 ore 9,30
Luogo di ritrovo: Sagrato della Chiesa

Costruita a partire dal 1494 su preesistenti edifici di culto francescano, il progetto viene rivendicato al grande architetto ferrarese Biagio Rossetti. La Chiesa di San Francesco può essere definita come la più rinascimentale fra quelle ferraresi per la rigorosa geometria dell’impianto.
Il Tempio, chiuso come tanti altri alla fine del Settecento in seguito alle soppressioni napoleoniche, fu riaperto nel 1815.
La Chiesa di San Francesco rappresenta uno degli “esempi più tipici della poetica di Biagio Rossetti”, il quale si ispirò al linguaggio del rinascimento toscano, mediato dalle esperienze architettoniche della tradizione ferrarese. Basti guardare il prospetto principale ed in particolare le volute (gli elementi architettonici a spirale), che richiamano alla memoria quei modelli costruttivi a doppio ordine di cui la facciata della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze di Leon Battista Alberti (il cui rifacimento inizia nel 1458) rappresenta l’esempio precedente più calzante.
Secondo gli studiosi questa Chiesa ferrarese riveste particolare importanza nel panorama architettonico locale, poiché rappresenta forse il primo esempio su vasta scala dell’applicazione delle teorie rinascimentali. I suggestivi effetti di luce, determinati dalla particolare posizione delle finestre progettate dal grande architetto di corte, conferiscono poi al grandioso ambiente un fascino unico.
Fra le opere che ornano l’interno, assai rilevante è la Cattura di Cristo, affresco dipinto da Garofalo conservato nella prima Cappella a sinistra. A destra nel transetto l’imponente mausoleo d’epoca barocca del marchese Ghiron Francesco Villa, mentre nel transetto sinistro si conserva un pregiato sarcofago di maestranza ravennate risalente al V secolo.

Chiesa di Santa Maria Nuova e San Biagio
(Via Aldighieri, 46)
Domenica 23 novembre 2008 ore 9,30
Luogo di ritrovo: Sagrato della Chiesa

Secondo la tradizione, fin dal VII secolo in questo luogo si trovava un piccolo lago (il Lacus Mariae) dal quale emergeva un’isoletta, nel cui punto più elevato sorgeva una piccola Cappella o forse solo un Capitello, sito conosciuto come Santa Maria dei Pescatori. Nel 911 attorno a questo primo edificio religioso se ne costruì un altro molto più grande del primo. La nuova Chiesa, detta Santa Maria del Lago, fu una delle più belle e nobili del tempo.
Almeno dal 1138 fu denominata Santa Maria Nuova e solo nel 1182 assunse probabilmente l’attuale assetto planimetrico di base. La Chiesa è conosciuta anche come Santa Maria della Neve, in memoria del prodigio della nevicata avvenuto nell’anno 352 in piena estate sull’Esquilino in Roma, ove poi sorse la grandiosa Basilica di Santa Maria Maggiore.
Nel 1278 Santa Maria Nuova è documentata come Parrocchia, mentre tra XIV e XV secolo fu profondamente ristrutturata.
In seguito decadde, ma si riprese a partire dal 1708, anno in cui la Chiesa di San Biagio, che si trovava in prossimità dell’incrocio di viale Cavour con via Cittadella, fu demolita per far posto alla spianata della Fortezza Pontificia, così il titolo e i diritti vennero trasferiti nel nostro edificio di culto. A seguito di questo fatto, nel 1709 fu eretta all’interno di Santa Maria Nuova la Cappella dedicata a San Biagio, dove si conserva una reliquia del Santo, venerato tuttora come Protettore della gola, soprattutto in occasione della sua festività che cade il 3 Febbraio.
Chiusa nel 1796 in seguito alle soppressioni napoleoniche, la Chiesa fu riaperta nel 1812 ma privata del titolo di Parrocchia.
Alla fine del XIX secolo, in occasione del rifacimento del pavimento, fu rinvenuto il sepolcro della famiglia degli Aldighieri e una parte del muro della Chiesa primitiva. Nel 1921, anno del VI centenario della morte di Dante, fu poi costruita una piccola cripta detta appunto degli Aldighieri dove nell’occasione furono composti i resti dell’antica famiglia. La stessa facciata, che era stata trasformata nel Settecento, sempre nel 1921 riacquistò attraverso un restauro piuttosto ardito il suo aspetto tre-quattrocentesco; nel contempo anche il fianco meridionale assunse l’attuale architettura.
All’interno, dietro l’Altare maggiore, assume particolare rilevanza per la storia della Chiesa il Miracolo della Neve dello Scarsellino; da segnalare, inoltre, un Crocifisso ligneo di Tommaso Gandolfi (XVII secolo), oltre alla già citata cripta degli Aldighieri, meta di studiosi e visitatori.

Chiesa di San Domenico
(Piazza Sacrati)
Domenica 30 novembre 2008 ore 9,30
Luogo di ritrovo: Sagrato della Chiesa

La Chiesa e l’annesso Convento, notevolmente trasformato nel tempo, furono intitolati sin dall’origine a San Domenico di Guzmàn, fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori.
La Chiesa primitiva, con pianta ad aula, era una delle maggiori della città e fu iniziata il 4 marzo 1274; é noto, comunque, che fin dal 1235 nella stessa zona i Frati Predicatori ed il loro priore utilizzavano già un piccolo edificio sia per le attività di culto che come Convento.
Il grande Tempio duecentesco fu poi demolito verso la fine del Seicento perché ormai cadente e ricostruito con orientamento opposto a quello precedente. Dopo un primo incarico a Gioseffo Balduini, che nel 1693 aveva cominciato l’edificazione della parte superiore del coro ed il Presbiterio. I lavori architettonici si conclusero nel 1717.
Del tempio medievale si sono conservate le due costruzioni sul lato destro della facciata, cioè il Campanile del XIII secolo e l’Abside originaria, che contiene la Cappella Canani.
Nel prospetto principale Santini volle combinare un gusto tipicamente barocco con elementi tratti dalla tradizione locale: la facciata, coronata da frontone triangolare, è caratterizzata interamente dal rosso dei mattoni, da un’alta trabeazione ed è spartita da lesene (con capitelli compositi) che poggiano su basi lapidee, mentre sopra il tipico portale centrale si impone all’attenzione una finestra balconata con timpano curvilineo. L’interno rispecchia i mutamenti settecenteschi pur custodendo opere provenienti dall’antica Chiesa. Tra i dipinti che ornano gli Altari spiccano le opere dello Scarsellino e del Bononi. Nel Presbiterio si conserva uno dei Cori lignei più antichi dell’Emilia Romagna, opera di Giovanni da Baiso realizzata nel 1384. Nella quinta Cappella a sinistra si segnala una pregevole Madonna col Bambino, rara testimonianza della cultura figurativa estense del Trecento.

In queste tre domeniche, i turisti potranno inoltre approfittare della loro permanenza a Ferrara per far visita ad un’interessantissima mostra che avrà luogo al Palazzo dei Diamanti, proprio a partire da domenice 16/11/2008: “Turner e l’Italia” (per ulteriori informazioni sulla mostra vedere vedi sezioni “press room” e “offerte speciali” nel sito www.ferrarahotelripagrande.it ).

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