I numeri della povertà in Italia
by mutua08 il 12 Nov 2008 in Economina e Finanza | Comunicato Stampa
Leggo sull’edizione romana di Epolis del 5 novembre scorso un articolo a firma Agata Biondini, nel quale vengono forniti i numeri della povertà in Italia. Non la povertà classica, rappresentata dai senzatetto e dall’emarginazione, ma la nuova povertà fatta di famiglie che lavorano, mandano i figli a scuola, vivono in casa di proprietà e tuttavia povere. Perché?
A mio modo di vedere questa povertà non viene generata, solo, dalla mancanza del reddito ma dalla sua insufficienza a supportare e sostenere il tenore di vita acquisito negli anni della fiducia. La casa è di proprietà ma il reddito mensile è divorato dalla rata di mutuo, lievitata a livelli impensabili; in casa c’è di tutto: televisori, lettori,computer e tutto è rigorosamente accompagnato da rate mensili che ulteriormente limano la disponibilità mensile. Anche se le famiglie italiane hanno contratto meno prestiti di quelle americane o inglesi la situazione finanziaria dei nuclei soprattutto quelli numerosi è drammatica. Occorre educare le famiglie a meglio gestire la finanza domestica; occorre imporre agli operatori del credito, quelli che hanno concesso e concedono finanziamenti, un codice deontologico che tratti la famiglia non come cinico numero di bilancio ma organo vitale per la buona salute della società tutta.
Deve essere dato vigore a quelle organizzazioni che tentano di fornire questo supporto alle famiglie, prestando orecchio ai problemi quotidiani, educando i componenti del nucleo a gestire meglio le risorse anche quando queste sono maledettamente scarse; occorre aiutare le famiglie quando serve comunque denaro a trovare soluzioni solo se veramente vantaggiose evitando che il bisogno diventi per qualcuno occasione di business.
La Mutua del Lavoro e delle Famiglie attraverso l’opera del Consultorio Economico Famigliare (www.mutuadellefamiglie.org) percorre questa strada : ascolta i disagi, le istanze, i bisogni della gente; vigila affinchè nei loro confronti vengano adottati comportamenti corretti; propone soluzioni, se queste portano ad un miglioramento della qualità della vita, operando solo con quelle istituzioni disposte ad applicare condizioni trasparenti e vantaggiose.
La strada per tornare all’equilibrio sarà lunga ma solo con un profondo cambiamento nella gestione delle risorse famigliari e nel ricorso al credito sarà possibile affrontare e superare la prima crisi del terzo millennio.


